lunedì 21 aprile 2014

No casatiello , no party

Ed infatti è stata una pasqua un po' anomala. Non brutta, intendiamoci.
Ora, non è che per festeggiare devi per forza ingozzarti di pastiere e tortani (se non sapete di che sto parlando provate ad andare su google , anzi google immagini) con tutta quella "n'zogna" (che sarebbe una cosa tremenda da mangiare, credo che in italiano si dica "strutto")  e quelle uova, il ripieno di insaccati ecc.
Che poi mia madre è la cuoca più brava del mondo, davvero , però ste cose proprio non le sa fare.
Le vengono male, troppo gonfie e finisce che me le magnavo lo stesso però poi mi bruciava lo stomaco.
Diciamo che si sperava sempre che le portasse qualcun altro, tipo "questo lo ha fatto la nonna!" ed ecco che era il primo a finire. Certo, è anche colpa mia che non l'ho mai stimolata a migliorare con delle critiche costruttive, invece di mangiarlo tutto avrei potuto lasciarlo, dopo aver sentenziato, a mo' di giudice di masterchef , che la fetta di prova lasciava intendere che non ci siamo ancora.
"Riprova l'anno prossimo, esercitati in questo periodo, e poi mettimi sul piatto un casatiello degno di questo nome!"

certo, sarebbe stata una cosa un po' dura per lei , ma questo tipo di cose aiuta a crescere, a migliorare.

Comunque, tornando alla mia Pasqua milanese, quest'anno non ne sono tanto soddisfatto. Ero di turno a lavoro , in piu' ci sono gli ultimi dettagli del matrimonio da preparare, insomma non c'era chissà che atmosfera in casa. Non sono nemmeno passato in chiesa a sentire la messa, e questo se vogliamo è grave, pure perchè personalmente la ritengo la più bella dell'anno.
Quella di Natale forse è un po' meglio solo perchè cantano "tu scendi dalle stelle" , ma se prendi la messa di Pasqua, la sua profondità, e ci piazzi in mezzo, magari durante il momento delle offerte, la hit di cui sopra, secondo me viene un successone.
forse questo nuovo Papa potrebbe permettere una cosa del genere.

Eppure la mia lei si è data da fare al massimo per farmi passare due bei giorni.
Sabato sera ha insistito per andare a mangiare a cena fuori, in un paesello fuori Milano.
Siamo andati in questo posto che , a dire la verità , si è rivelato ottimo.
Tornando verso Milano, io guidavo e lei aveva il navigatore in mano.
Mi diceva "Vai a destra! Vai a sinistra!"

eppure i cartelli dicevano altro. 
Ma , si sa, per il codice della strada le indicazioni della tua donna prevalgono su quelle contrastanti della donna della voce del navigatore , che prevalgono sulla segnaletica verticale che ti dice che casa tua è dall'altra parte, quindi ok.

Arriviamo in una specie di discoteca. Erano le undici circa e stavo pure tutto abboffato.
Lei sorride.
Scherzetto-sorpresina.

Ok, ma ... una discoteca?
Oddio, io non ci vado da mesi... e solo d'estate, poi.
che ci facciamo qui?
mi sale l'ansia (ehm quanto sono diventato vecchio)

Alla fine parcheggiamo, e ci rechiamo presso l'entrata. C'è un po' di fila.
Mmm
ma che c'è un concerto? dimmi la verità è un concerto?
ehehehehheheh (sorride)
MA mica è Max Pezzali? (la prima cosa che mi viene in mente)
Dovete sapere che il mio rapporto con Max non è piu' lo stesso da quando gli ho scritto una lettera per invitarlo al mio matrimonio e lui non mi ha nemmeno risposto.
Davvero, lo incontrai alla Feltrinelli. Gli dissi "Mi raccomando, leggila!" E lui "Si, certo!" poi la stessa finì sul cuscino di un divanetto lì vicino, insieme ad altre. Non erano manco tante.

Vabbè comunque credevo di aver superato sta cosa.
Solo che ora, visto che non ho avuto manco una mail in cui mi diceva "mi spiace non posso venire" sto un po' freddo con lui. Tutto qui.

Comunque no, lei mi dice che non era per Maz.
Mmm

Cerco di carpire dalla gente in fila qualche indizio, ma nulla. Nessuno ha immagini sulle magliette, nessuno parla di quello che sta per succedere.
sparo due nomi.

mmm è un gruppo o un singolo?
un gruppo
è italiano o straniero?
italiano
mmm
ma mica è qualche amico di Maria? Ti prego....dimmi di no...
ma no!
uff
i negramaro?
eeeeehh....
allora...boh ... i pooh?
eeeeh!
vabbè, attendo...

Arriviamo alla biglietteria, lei dice di avere già preso i biglietti da internet ecc ecc , la cassiera caccia i biglietti ed io leggo ad alta voce sugli stessi:

"MAX PEZZALI TRIBU..."

Oddio! MAx PEZZALI TRIBUNA!TRIBUNA!"
(ok, in fondo non mi è passata, tutta sta freddezza non c'è devo ammettere , anche se mi ha deluso)
...
leggo meglio.

MAX PEZZALI TRIBUTE.

Una cover band. Pure bravi, eh.
Mi sento un po' scemo, lei ride.

Entriamo , bel locale , bella atmosfera. tutta gente a cui piacciono le stesse canzoni che piacciono a me, che le cantano allegri. E' una bella cosa. Ed è pieno il locale, anche solo per una cover band.
Sono un po' stanco, non riesco a dare tanta soddisfazione alla mia lei, ma mi ha fatto davvero piacere.
restiamo un paio di ore,poi andiamo che è tardi abbiamo una certa età e domani devo pure lavorare.
Però devo ammettere che qui il settentrione padano mi piace sempre più.
Non sono poi così male, sti esseri verdi ;)


Buona pasqua, e ricordate che troppi selfie fanno diventare ciechi.


Se li fate a Praga, cechi.

Se li fate in un orto, ceci.









martedì 15 aprile 2014

Le scuse che usa la gente per non venire al tuo matrimonio

Quasi sei mesi fa comunicai la tris  lieta novella ad amici e parenti, per fare in modo che chi fosse intenzionato a essere con noi quel giorno , avvisato con tanto anticipo, potesse organizzarsi per bene.
Del resto la scelta di utilizzare il ponte del primo maggio non è stata certo casuale, visto che occorreva fare in modo che gli invitati affrontassero un viaggio in auto di diverse ore.
"Sei mio ospite la sera della cerimonia, devi solo farmi sapere per tempo se ci sarai!"
è stato il messaggio che ho fatto arrivare un po' a tutti, attraverso telefonate, sms seguiti da telefonate, partecipazioni via posta, mammà che ha sentito i parenti.
Ora, il concetto di "per tempo" è molto soggettivo.
C'è un mio cugino, per esempio, invitato mesi fa , che al momento via telefono mi ha detto che sarebbe senz'altro venuto. Che ho poi ricontattato qualche tempo fa per chiedere conferma, ottenendo un si.
Poi ieri gli scrivo su whatsup per un dettaglio sulla camera e mi arriva la risposta:
"Non vengo più, poi ci sentiamo"

Ora, non posso sapere che cacchio gli è successo , quali motivi gli hanno fatto cambiare idea. Forse è un viaggio troppo lungo, ha impegni personali, qualcuno non sta bene, ci sono le cavallette.
Va bene tutto.
Però venirlo a sapere due settimane prima perchè IO (scusate il maiuscolo , è l'impeto dello sfogo ;P ) e perdipiù tramite whatsup e perdipiù dopo che ti ho contattato IO e perdipiù senza manco un formale di circostanza "scusa" o "mi dispiace" mi ha fatto un po' girare le scatole.
Ripeto, non conoscendo il motivo potrebbe anche essere giustificatissimo. Magari non è che abbiamo tutto sto gran rapporto visto che non ci vediamo\sentiamo mai, e devo fare mea culpa visto che obiettivamente non mi faccio mai vivo, ma una risposta così mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Non so, forse penso che io avrei usato toni differenti, avrei chiesto scusa almeno per il fatto di non aver avvertito prima , che ne so.
Che poi è pure una rottura il fatto che devo parlare con quelli delle camere e vedere se ce ne cancellano alcune. All'inizio dopo una prima stima ne prendemmo forse un po' troppe, dando per scontata la partecipazione di persone che poi ci hanno appeso.

In realtà è naturale che non tutti possano\vogliano venire , quindi ho capito che non devo prendermela sul personale. Del resto anche io all'ipotetico matrimonio di alcune delle persone che ho invitato non ci andrei manco morto. Solo che avviserei in tempo, soprattutto sapendo che hanno da organizzare e prenotare.

Un altro mio collega si è rotto la caviglia.
Una scusa sofferta, insomma, non si è limitato a inventarsi un impegno.
Io questo fatto lo apprezzo!

Un altro cugino non ho capito che compito ha ricevuto a lavoro, ma almeno va bene lo capisco pure che altrimenti gli toccava pure venire da solo. Almeno ha usato una forma più cortese, e quindi non c'è nessun problema.

Altri avevano già preso impegni per andare da un'altra parte (ma come, se eri stato avvisato 6 mesi prima?) e ad altri ancora la moglie ha organizzato una cosa diversa. E pure qui va bene, se la tua donna ti comanda ti capisco , credimi. 

Altri ancora sembra quasi che ti facciano un favore, come se dovessi pregarli, insistere.
E meno male che li sto invitando ad una festa, dove si mangia e si balla , mica al mio funerale.
Oddio, qui verrebbe da fare una facile battuta ma mi astengo.

Sapere almeno due settimane prima chi viene è importante perchè così fai i tavoli.
Lo so che vi sembra una cazzata , ma invece è un problema tra gente che non si sopporta, gente che preferirebbe non stare con altra gente, gente che poi il tavolo è troppo piccolo e quell'altro tavolo è troppo grande, gente che vuole per forza stare insieme , gente che questo tavolo è solo per coppie mica ci puoi mettere un single , gente che questo è un tavolo per single che ci metti una coppia con un bambino?

Ecco, la gente con i bambini.
Verrebbe un tavolo con tre coppie e 6 bambini.
A quanto pare è un potenziale problema in quanto i bambini, essenzialmente, rompono un po' le palle a stare seduti a tavola , quindi se ne metti troppi insieme boh fanno come nel film "piccola peste colpisce ancora" o roba del genere, che ne so.
Poi ci sono i perfetti sconosciuti, che non conoscono quasi nessun altro e non sai vicino a chi farli sedere. Devi fare un po' tipo agenzia matrimoniale e capire le possibili affinità.
Ci sono quelli che nessuno ci vuole stare vicino ma qualcuno deve sopportarseli, e quasi quasi li metto al tavolo con il fotografo ed il dj.
Anzi, quasi quasi ci mettiamo noi al tavolo con il fotografo , il dj , il prete , mio nipote piccolo che ha appena imparato a camminare però speriamo che riesca a portare le fedi dal punto A al punto B senza mangiarsele o buttarle in aria , e mammà. 

Scusate lo sfogo, ma è socialmente accettato sclerare durante l'organizzazione di un matrimonio.
In piu' io devo anche sopportare gli sfoghi della mia lei , quindi ho lo stress doppio.

Ma dico io, una che si porta 3 bambini a che tavolo la metto???
Ma si puo' andare ad un matrimonio con 3 bambini??
Uhm , mi sa che tocca prendere pure una animatrice brasiliana.


sabato 12 aprile 2014

terzo atto - la festa è finita

Qui la seconda parte del racconto


Scendo le scale , evitando con un sorriso imbarazzato un paio di cosce da favola, lunghe almeno due metri, che provano a bloccarmi.  Finisco nella sala principale. Una bionda vestita da infermiera si avvolge al palo al centro, sotto gli sguardi ammaliati    arrapati di centinaia di giovanottoni , che improvvisamente si sentono male e necessitano di essere  soccorsi. Ho fatto appena in tempo a notare la divisa, visto che dopo un paio di secondi la stessa  finisce a terra, mostrando l'ennesimo corpo wow della serata.
Ad un tratto mi volto e vedo un sedere che mi suonava familiare. Sono due colline scure avvolte in un perizoma bianco... Ma certo, era uno di quelli che erano poggiati di sopra sugli sgabelli al bancone!
I miei occhi si trattengono sul bersaglio quel secondo di troppo da lasciare che lei se ne accorga, avvicinandosi. Mi sorride , salutandomi in inglese.
Ormai replico direttamente con un "ciao" , tanto capiscono.
E lei mi spiazza.
"Oh, ma sei italiano?Anche io vivo in Italia!"
...
Oh cazzo questa parla la mia lingua.
Ma che fa, lavora all'estero il fine settimana? Dopo la fuga di cervelli all'estero, adesso abbiamo la fuga dei sederi? Perchè la qualità deve sempre emigrare?

Mi dice il suo nome, che sinceramente non ricordo. Già non ricordo mai i nomi quando la gente mi si presenta in situazioni normali, figuriamoci se me lo dicono con una scollatura da capogiro a pochi centimetri.
Per non parlare di quello che c'era dietro.

Metto subito le mani avanti.
No, non nel senso che vorrei, intendo dire che le dico che devo sposarmi.
La sua risposta è immediata, si vede che ne ha conosciuti diversi di futuri sposi.
"eh, ma devi prendere un impegno più avanti, mica adesso..."
Ehm.
non è proprio così, baby.
Cerco di mantenere un minimo di distanze, qua si prendono il dito con tutta la mano, ed io devo rendere conto ad una persona, devo poterla guardare negli occhi quando torno.
Mentre le dico gentilmente che no, non è cosa, si avvicina anche una bionda. Era tipo una sua amica.
Oddio, mi viene in mente una canzone di Renato Zero. Quanti brutti pensieri.

Proprio mentre la sto per salutare , ecco che mi si avvicina all'orecchio e mi sussurra : "Dai, ti porto dove dico io... per X corone (e chi si ricorda quanto?) ti fffottto e te lo ssuucchio!"
E me lo dice sorridendo, come se fosse una fruttivendola che mi vuole vendere delle arance.

La guardo.
La riguardo.
Ma cosa mi aspettavo in questo posto? Un corteggiamento raffinato, qualcosa del tipo:
"Ciao...ti sto guardando da quando sei sceso dalle scale. So che non mi conosci, che pensi che io sia pazza, ma tu.... il tuo petto possente, il tuo sorriso...insomma è stato un colpo di fulmine!"
"Ascolti, sono lusingato, ma purtroppo sono gia' promesso ad un'altra..."
"Che donna fortunata..."
"Eh, già. però ci tengo a dirle che in condizioni normali non avrei mai rifiutato la sua conoscenza, lei è molto affascinante!"
"Tu mi lusinghi!"
"Sarebbe proprio inutile insistere?"
"purtroppo si. Posso vantarmene con i miei amici?"
"Certo, fai pure.Non fermo certo tutti quelli che passano."
"allora buona serata"
" a lei!"

E invece niente, anche lei allunga la manina per la tastata di verifica-pacco.
Due volte in una sera da due donne diverse è un record per me.
La saluto, stavolta definitivamente, e me ne vado a cercare i miei amici.
Chissà in che condizioni li troverò, avranno anche loro resistito alle sirene del posto? E se me li ritrovo nudi e ammanettati a qualche palo?
ne trovo un paio in una saletta un po' piu' piccola, in cui c'è un palco piccolo ma lungo, con due pali.
Si stanno esibendo due ragazze. Sono ballerine.
Lo dico perchè, a quanto ho capito, qui ci sono quelle che la danno e quelle che te la fanno solo annusare.
Le ballerine appartengono a quest'ultima categoria.
sono liberi alcuni sgabelli sotto al palco, li occupiamo.
Ecco, finalmente un po' di relax. Un metro sopra di me una stupenda fanciulla volteggia e danza. di solito quando mi capita di vedere le ballerine di Amici cambio subito canale, stavolta insieme sono molto piu' interessato. Mi sento come in quei film americani, in cui la gente parla seduta mentre guarda questa che si esibisce. Mi mancava solo il whisky.
Ad un certo punto finisce la canzone e l'esibizione, ed arriva LEI.
Mammamia.
Avrà intorno ai 25 anni , è castana con gli occhi chiari. Indossa un vestito colorato. E' leggermente truccata, forse un po' troppo. Nel senso che acqua e sapone sarebbe ancora meglio. Vabbe' so gusti.
Inizia a ballare e d'un tratto tutti gli occhi sono su di lei.
Roba che l'altra ballerina, che pure era un femminone esaggerato, c'era rimasta male perchè nessuno se la filava. La divina si muove attorno al palo e i maschi presenti in sala seguono ogni suo movimento con lo sguardo. Il vestito vola subito via. Ad un certo punto mi viene lo sfizio di mettere una banconota da qualche parte , come appunto fanno nei film. Mammamia che trasgressione , eh?
Ok, quanto prendo? Sopra i venti euro non esiste , mo' non esageriamo. Con le corone non mi fido, magari è troppo o è troppo poco, non ho ancora capito.
ora non è il momento di mettersi a fare i conti per il cambio. C'è una cinque euro che sembra essere lì apposta. Lo faccio, ho deciso.
...
Pero' come si fa? Cioè , la chiami o le fai segno?
alla fine la guardo e lei nota che ho la banconota piegata nella mano,in vista.
Mi si avvicina sorridendo.
Non ho tanta scelta su dove infilarla, visto che è rimasto solo lo slip.
Ovviamente, visto che sono un signore, mi limito ad infilarla sulla cordicina o come si chiama, di lato.
Lei mi sorride, mi si avvicina e mi da un bacio.
Sulla guancia.
poi mi dice all'orecchio "Thank youuuu!"
Resto lì come un ebete.
Mi avvicino al suo orecchio, non sapendo cosa dire di appropriato.
Avrei potuto dire qualcosa tipo "You are a great dancer!" , che è un complimento che magari non le fanno in molti . qui saranno piu' pratici. Una cosa del genere secondo me le avrebbe fatto piacere.
Avrei potuto essere un po' banalotto e dirle "you are very beautiful!"
tutto , ma non quello che le ho detto:

"You welcome!"

Hai visto, so l'inglese?
...
bah.

Vabè lo spettacolo finisce , partono gli applausi di tutti i presenti.
Ci guardiamo in faccia tra di noi, diamo un'occhiata all'orologio.
E' ora di andare. Ci avviamo verso l'uscita , che tanto mentre ci avviamo, tra una sosta e l'altra passerà almeno mezz'ora. Tra una bruna tutta come mamma l'ha fatta seduta su di un tavolino che mostra le sue pudenda ad una congregazione di ginecologi seduti tutt'intorno alle sue gambe aperte ed una riccia che mmm è riccia anche lì,
arriviamo al guardaroba , prendiamo i cappotti e partono i commenti di rito.

Non fa freddo, per strada ci si avvicina un nuomo di colore.
E' davvero tardi, la strada è deserta. Lui ha le mani in tasca. Potrebbe impugnare una qualsiasi arma.
Ci fissa , ci punta.
Sta venendo proprio verso di noi.
Estrae le mani dal giubbino, e ci porge un depliant.
E' il nostro amico "freeeeeeboc**ino!!!" che ci propone per l'ennesima volta di entrare nel locale che diceva lui, dove sembra ti accolgano con generosità. Lo salutiamo sorridendo , ma rifiutando l'offerta - spero se ne farà una ragione -e ci avviamo verso la fermata del tram.
C'è la luna, domani potrebbe essere una bella giornata.
Come bilancio della serata ho in attivo due palpate ricevute ed un bacio da una superfiga.
E posso tornare a casa senza sentirmi troppo in colpa, soprattutto.

E , credetemi, in un momento di follia devo aver pensato qualcosa del tipo "non voglio piu' vedere patata per un bel po'!"





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mercoledì 9 aprile 2014

Racconto - una notte da cojoni (seconda parte)

Qui trovate la prima parte della storia


Il tizio paisà ci accompagna a fare questo giro di prova, per vedere se ci piace il posto.
 Dopo aver percorso appena una ventina di passi e visto una dozzina di chiappette dure come il marmo , avevamo già deciso di restare. Alla seconda sala almeno la metà di noi aveva deciso di spostare lì la propria residenza. Non semplicemente a Praga, intendo proprio in questo edificio.
Il giro, per forza di cose, subisce dei rallentamenti, in quanto ogni tanto qualcuno di noi resta intrappolato dalle mani di qualche sirena in lingerie.
Ogni tanto il cammino viene intralciato da una gamba tesa , a mo' di passaggio a livello, che spunta improvvisamente. ti volti, e una biondona sorridente , seduta su di uno sgabello adiacente al muro, ti guarda maliziosa. Ricambi il sorriso, non sapendo che altro fare, e ti allontani un po' imbarazzato, che non sei abituato a ste cose.

Qua tocca restare uniti, o perdiamo qualcuno per strada.
Alla fine siamo di nuovo all'ingresso. ci contiamo, per sicurezza. Ok, ci siam ancora tutti. La risposta alla domanda "Allora, entriamo?" non potrebbe essere più scontata.
Il nostro Virgilio ci saluta, augurandoci buon divertimento. Altri italiani in cerca di divertitette lo attendono.
Versiamo il nostro obolo, che prevede solo l'entrata , e ripercorriamo il percorso fatto una decina di minuti prima, ma stavolta con più calma.
Bel locale vivo, pieno di gente. La proporzione tra uomini è donne è perfetta, nel senso che siamo 50:50.
Ragazze di tutti i tipi sono ferme , in piedi, ad ogni angolo. Vestite con il minimo necessario , sembrano uscite dalla pubblicità dell'intimo femminile. Non ce ne è una che , in una scala ideale topografica da 1 a 10 , sarebbe da valutare con 6. Almeno discreto per tutte.
 L'età media credo si aggiri intorno ai 26\27 anni , poi ce ne sono alcune di pochi anni più piccole ed altre più navigate , ma niente milfone , credo si arrivi al massimo ai 35.
C'è una sala principale con un palco bello grande, con uno di quei pali in cui gli uomini che credono nella reincarnazione vorrebbero vivere la prossima vita.
Non ero mai stato in un posto del genere, però era proprio come me lo aspettavo.
Le ballerine si davano il cambio dopo circa una decina di minuti, terminata la loro esibizione. raccoglievano oltre che qualche applauso anche i pochi indumenti costituenti il costume , che di volta in volta era quello di una infermiera o di qualche altro classicone del genere , e lasciavano spazio alla prossima. Il tutto senza sosta, nessuna interruzione. La voce del dj  presentava il femminone che stava per esibirsi , sotto gli occhi di centinaia di ragazzotti arrapati ed ubriachi , ma per nulla molesti. Del resto , la stazza e le facce del personale della security bastavano a placare ogni istinto a comportarsi male , tale da rendere un suicidio qualunque tipo di atteggiamento fuori dalle righe. E tenete presente che le righe erano molto larghe, davvero.
Sotto al palco i tavolini erano pieni di uomini più o meno intorno alla trentina, evidentemente turisti , ed ogni tanto passava una tizia con il panno a raccogliere la bava da terra.

Ci mettiamo in un angolo un po' tranquillo a commentare un po' la fauna locale ( " hai visto quella ? " "nooo , è quell'altra??" "Maròòò che cul'!" ) insomma, frasi di circostanza.
Ci si avvicina l'unica ragazza che indossava una maglietta , per chiederci se volessimo ordinare qualcosa.
Le diciamo in inglese qualcosa tipo "no,grazie, magari dopo". Veramente "magari" non sappiam come si dice, però è lo stesso visto che la tizia sembra non capire e torna dopo due minuti , come per farci capire che dovevamo ordinare qualcosa se volevamo stare lì.
un po' per togliercela di torno, un po' per voglia, alla fine prendiamo delle birre.

Ci mettiamo fermi in un punto, a goderci lo spettacolo.
C'è talmente tanto da vedere che i tuoi occhi hanno l'imbarazzo della scelta. In alcuni angoli ci sono dei minipalchi su cui si esibiscono delle ragazze che mentre ballano sembra ti chiamino con lo sguardo.
In realtà successivamente avrei capito che era proprio così, era una specie di "vetrina" per mettersi in mostra.
Sugli sgabelli del bancone del bar, alle nostre spalle, quattro ragazze stanno bevendosi qualcosa chiacchierando con la barista, concedendo alla nostra vista tutta la collezione perizoma inverno 2014.


Ad un certo punto iniziamo ad essere oggetto delle attenzioni delle donne del posto.
Si avvicina una tizia sulla 35ina, una terza coppa c.
Ha i capelli neri come il completo che indossa, e ci arrivano prima le sue collinette che lei.
"Hy!"
"Ehm...Hy!"
Ci chiede da dove vediamo, poi lo capisce subito da sola.
"Aaah , italiani! Bene! "
A quanto ho capito se non hai seguito un corso di italiano base qui il curriculum è inutile che lo presenti.
Ci dice come si chiama, fa un po' la gattona. Ora, sta tizia non era manco male, però credetemi se vi dico era pieno di ragazze più affascinanti, sensuali , bbbone.
Quando un mio amico le fa sapere che siamo qui per il mio addio al celibato , ecco che leggo nei suoi occhi l'espressione di chi ha fiutato la preda. Sa che se conquista me è fatta.
Mi si avvicina, dicendo qualcosa tipo "aah, tu sposo... festa, bravo!"
Eh, già.
Si offre di allietarci la serata con una specie di ballo privato, tipo lei sul tavolino a ballare e noi ad osservarla. Mi sembra di capire che qualcosa poi sarebbe stato concesso anche al tatto , ma non era il caso di approfondire che poi poteva pensare che ci fosse trippa per gatti e non mi andava nemmeno di farle perdere tempo.Ci guardiamo un attimo, decliniamo gentilmente l'offerta. Del resto, come ho già detto, se proprio uno avesse voluto, al massimo avremmo scelto noi la più dea del locale , e non la prima che capitava.
Lei inizia a farsi un po' più insistente.
continuo a ringraziarla,ma no, davvero. Eh, l'uomo deve farsi pregare.

Mi sussurra qualcosa all'orecchio, qualcosa del tipo "con xxx corone (moneta locale) ti prendo, ti faccio, te lo faccio e lo rifaccio" ( un po' edulcorata come traduzione)
Resto un attimo interdetto, una avances così esplicita non mi era mai capitata. Ma sarebbe stata niente rispetto a quello che mi sarebbe capitato da lì a mezz'ora dopo.
Poi le dico un "no" più deciso , stava quasi per diventare una cosa del tipo "e dai, togliti dai cojoni..." , fino a quando lei prende e tasta il pacco.
Una cosa velocissima, repentina ,il tutto sarà durato un paio di secondi.
Poi ho capito che era , più che per arraparmi, per vedere se ero arrapato.
Non sai come reagire ad una cosa del genere , soprattutto perchè non te l'aspetti.
La saluto per l'ultima volta, stavolta con un tono che non ammette repliche, e finalmente si allontana. L'avrei rivista , dopo una ventina di minuti, seduta in braccio ad un tizio che le faceva la mammografia.



- fine seconda parte - la prossima è il gran finale (se volete)














domenica 6 aprile 2014

Racconto - Addio al celibato praghese

Erano da poco passate le ventidue, ve lo posso dire con certezza visto che un paio di minuti prima avevamo visto, per la terza volta in un giorno , il meccanismo del famoso orologio, nella piazza principale della città. Per quanto lo stesso ci avesse - francamente - un po' deluso , ogni volta che ci trovavamo a passare nei dintorni quando mancava poco all'ora esatta continuavamo ad appostarci con altre decine di turisti sotto alla torre. Del resto è vero che la città è piccola e la giri tutta in due giorni.
Con gli stomaci pieni di birra e di stinco di maiale , del prosciutto tipico della zona e di qualche dolce con il nome irriproducibile , avevamo finalmente iniziato a scoprire la vera Praga, quella per cui ogni anno milioni di turisti smuovono le loro chiappe nel fine settimana e vengono a visitare quella che altrimenti sarebbe considerata solo una città molto bella, anche se piccola. Una città per coppie.
Tipo Vienna, và.
Sto parlando di ciò che muove davvero l'economia del posto, ovvero la patata.
Camminiamo per piazza San Venceslao , che in realtà sembra più una via, visto che è lunga e larga, ma visto che a loro piace considerarla una piazza chi sono io, turista, per contraddirli a casa loro?
E' una serata non troppo fredda, le strade sono meno affollate di quello che credevo, per essere un venerdì.
Ogni tanto vediamo qualche gruppetto di turisti, visibilmente ubriachi , camminare con fare incerto e parlare con un tono alticcio, che sembra quasi minaccioso. Del tipo che potrebbero improvvisamente decidere di organizzare una rissa contro 5 italiani, giusto per smaltire un po' di birra (o altro).
Ovviamente sono solo mie paure, purtroppo quando uno è un po' ansioso non lascia certo questi timori a casa , ma se li porta dietro. Così come sembrano minacciosi questi tizi, presenti ad ogni via che incrocia la piazza, che tecnicamente svolgono la semplice funzione di buttadentro.
Ce ne sono in tutto il mondo, di solito li trovi fuori ad un ristorante che ti chiedono se vuoi entrare o fare l'aperitivo. Solo che qui il prodotto che offrono è un po' diverso , ed i loro modi non sono tanto formali.
Organizzati quasi militarmente, tanto da trovarne uno circa ogni dieci metri , puntano la comitiva di turisti e si avvicinano come fossero degli spacciatori di chissà quale sostanza.
ti salutano in inglese, fino a quando non capiscono da dove vieni.
Quando ci sentono parlare capiscono subito che siamo italiani , e partono con il "cccciaooo amico!".
Ci manca solo che si mettano a suonare il mandolino.
Vista la costante offerta di "clientela" italiana, a quanto pare sembra essere condizione necessaria per essere assunti la conoscenza almeno basilare della lingua del bel paese.
O almeno di una decina di termini professionali.
"Free Bocch*no!"
"Vuò  c**avare?"

Lo urlano proprio ad alta voce, senza ritegno. Sorridendo, come a dirci "eh , belli puorchi!"
Gli rispondiamo di no, li ringraziamo pure, che magari si incazzano.
Ci spiegano poi che se uno vuole puo' anche solo vedersi gli spettacoli, bersi una birra.
Anzi minimo tre. A quanto pare c'è una specie di cartello, visto che il prezzo (in corone) è un po' lo stesso ovunque. E la consumazione (di bibite intendo) è compresa nel prezzo.
Ci consultiamo un po', chiedendo tempo.
Al limite passiamo dopo , ok?

Il fatto è che non siamo venuti qui per andare a donnine. cioè , una capatina nei locali di strip era in programma , altrimenti perchè venire fin qui?
del resto in una occasione come un addio al celibato è persino socialmente accettato.
quelle cose che puoi fare, come le femmine che l'otto marzo saltellano sbavando dietro un tizio oleoso e un po' palestrato. Però siam tutti impegnati , oltre al fatto che non pagheremmo mai una donna.
chiarito questo, due tettine ben fatte (o rifatte) si possono pure vedere, però.
solo che qui bisogna fare attenzione a non finire male, visto che le facce dei tizi non sono tanto raccomandabili , e siamo in territorio straniero. Magari finisci nei guai, e la farnesina non è che sia proprio una potenza nel riportarti a casa.
Ovviamente questi sono altri miei deliri ansiogeni, eh.
Alla fine decidiamo di andare nel locale più famoso, o almeno il più pubblicizzato. sulla locandina (almeno una delle almeno venti che ci sono state distribuite ad ogni ora) c'è scritto che ci sarebbero almeno un centinaio di ragazze. Dalle foto sembrano pure tutte wow.
Ora, uno conosce i meccanismi della pubblicità. Un po' come i panini di mc donald , che in foto sembrano enormi ed invece poi due morsi ed è tutto finito.

Mentre ci incamminiamo veniamo fermati da un altro tizio, che ci invita ad entrare nel club lì vicino.
ci dice che possiamo anche solo entrare, vedere se ci piace il posto, e poi decidere se rimanere o no.
Un po' sospettosi - che ne sai metti che ti sequestrano? - alla fine decidiamo di fidarci.
Lui ci "consegna" al tizio all'entrata, un omone di quelli che se ti urta per strada e sei ancora vivo gli chiedi te scusa.
Scendiamo le scale e ci troviamo in questa triste sala, con le luci al neon i divanetti e le poltroncine accanto allo spazio con i pali, dove si esibiscono le ragazze.
Solo che la musica è moscia, dentro c'erano una ventina di ragazze, pure meritevoli , per carità, ma poca gente. Insomma era un mortorio. Nessuna ballava, sembrava stessero parlando tra loro di quello che devono cucinare domani a pranzo.
Pochi clienti, atmosfera desolante. Dopo una veloce fugace occhiata, abbiamo l'ardire di ringraziare ed allontanarci. tutto ok, ci lasciano andare via.
niente sequestro.
Uff.

Dentro ovviamente non avevamo parlato tra di noi, ma ora , per strada, iniziamo a commentare e ci troviamo tutti d'accordo sulla tristezza di quel posto. Sperando che non fossero tutti così squallidi , ci incamminiamo verso questo posto superwow , almeno in base a quello che dice il depliant.
durante il tragitto, dopo aver declinato le offerte gentili ("free bocc***o" è tornato, non ci ha riconosciuti)
veniamo fermati dal buttadentro del locale che cercavamo. ci spiega un po' come funziona, ci sente parlottare a capisce di aver quagliato.
"ok, andiamo!" gli diciamo.
camminiamo al suo fianco, anzi lui leggermente avanti, e nessuno più ci infastidisce. Siamo già "prede" di uno. Valeva la pena dirgli di si anche solo per questo.
per strada si incontrano anche delle prostitute ("Italiani?Vieni quiii" ... oddio , ma a che tipo di connazionali sono abituati qui?) che non credevo di incontrare. E' un po' come mettersi con un chiosco abusivo in una zona di ristoranti.
Il nostro Caronte cammina aumentando il passo. Ormai non ci dice più nulla, non deve fare il simpatico, ha fatto il suo. Nemmeno il tempo di pensare che "ora ci porta nel vicolo e poi caccia fuori un coltello" , che ci passa ad un altro tizio. Italiano. Pure simpatico.
"Ciao ragazzi!" e ci dice il suo nome, che non ricordo.
ci spiega un po' come funziona all'interno, stesso meccanismo di prima. giro, se ci piace ci fermiamo, altrimenti amici come prima.
Sembra un bravo ragazzo, parla chiaro. Ha capito che siamo qui solo per divertirci, senza eccessi o altro.
Ha la nostra fiducia, entriamo sereni. Ci dice che è il locale più famoso, quello più affollato, con le ragazze migliori ecc ecc.
E' un po' quello che dicevano tutti, ognuno porta l'acqua al suo mulino, ovviamente.
Ma stavolta aveva ragione.
quanto aveva ragione.






-fine prima parte-





sabato 5 aprile 2014

aggiornamenti sullo stato del matrimonio work in progress

E' stupefacente come se inizi a fare le cose molto tempo prima poi finisce che riesci in tempo a finire.
forse dovrei applicare questa teoria anche agli esami universitari. 
Almeno una volta, così per vedere che effetto fa arrivare sereno ad un appello.

comunque , a mo' anche di promemoria personale, ecco le cose fatte\ da fare :

- trovare moglie   (fatto)
-trovare un anello che così lei dimostra alle sue amiche incredule che ha trovato un pazzo  (fatto)
- consegnarle l'anello, cercando di fare in modo che sia una occasione un po' speciale (fatto)
(nrd per essere originale avevo pensato di simulare un tremendo mal di pancia, poi andare finalmente in bagno e dirle "amo' , guarda cosa ho cacciato!" e mettere il luccichìo tra le valli marroni, ma poi alla fine ho desistito ed ho optato per una cosa più classica. Comunque potete rubarmi tranquillamente l'idea , basta che poi dopo la consegna citate la fonte alla vostra donna)
-adempimenti burocratici tra prete, comune , corsi , ricorsi , carte bollate (fatto) detta così sembra una cosa tremenda e scoraggiante, ma non è vero
- ristorante (è stata la prima cosa, tutto ok)
- dj che metta musica in sala (fatto, anche se dobbiamo ancora fare due chiacchiere sul tipo di musica)
- fotografo (fatto, all'inizio ero contrarissimo. Poi ne ho trovato uno ad un prezzo accettabile e mi son convinto.)
- vestito (fatto! Ho dovuto girare almeno 7\8 esercizi, scampare ad almeno 2 tentativi di truffa, ma ce l'ho fatta. compreso scarpe panciotto ecc ecc)
-viaggio di nozze (fatto!)
-partecipazioni (fatte, e molte anche solo per telefono. Del resto non possono dire di non esser stati invitati)
-Camere per gli ospiti la sera della cerimonia (fatto)
- Bomboniere (eh no, non ancora. Penso faremo le solidali, dobbiamo scegliere l'associazione giusta, ma ne abbiamo gia' in mente una.)
- confetti (ancora non ci siamo interessati)
- Tavoli ecc (siamo in attesa di vedere quanti ci daranno buca last minute)
-Prete (trovato, conosciuto, fatta una abbondante cena insieme. E' pure simpatico, meglio così)
- Fiori (la fioraia del paese è stata la vera svolta. con le sue conoscenze ha risolto tutti i nostri problemi. all'inizio non volevo sti fiori, ma vabbe se li merita.
- gente che canta in chiesa (oh cacchio. qui dobbiamo vedere un po'. Questi vogliono un sacco di soldi, in proporzione al servizio che ti offrono)

Ora , come detto, posso rilassarmi .
attendere man mano lo stillicidio di invitati che avranno problemi all'ultimo (e va bene, uno capisce. Però puoi anche dirmelo subito se hai problemi a venire o è troppo uno sbattimento) 

ultimo mese di libertà.
....
.......
vabbè, alla fine, sinceramente, devo dirmi che non mi sembra cambierà molto.
forse è perchè già si convive.

ah, si, devo fare un mesetto di sacrificio per stare bene nel vestito.
Maledetto convenzionalismo sociale conformisticamente parlando.
uffaaaaaaaaaaaaaaaaa




venerdì 4 aprile 2014

Sono puggggile! (cit)

Ok, se comprare una chitarra basta a fare di me un cantante (che poi fosse almeno un microfono, sarebbe meglio dire un musicista ) comprare il cavalletto ed un set di colori acrilici mi trasforma in un pittore postmedievale , allora per poter dire effettivamente di essere un atleta di pugilato dovrei almeno aspettare di comprare guantoni e fasce.
Ma quanti talenti (inespressi e meglio che restino tali) ho!
...
Ho fatto in realtà solo la prima lezione , e ne sono entusiasta.

fondamentalmente perchè è un allenamento massacrante, come mai con altri sport.
Ed è divertente.
Ovviamente non ho fatto combattimenti (sinceramente non saprei dirvi se ne ho la voglia\coraggio) ma solo l'allenamento standard che ti insegnano un po' di tecnica e ti fan dare 2\3 (cento) pugni al sacco.

Mi fan male un po' tutti i muscoli, ma va bene così.
Spero di vedere dei miglioramenti entro qualche settimana.

La più grande paura che avevo nell'approccio era quello di scassarmi il naso.
In effetti i pugili veri hanno tutti il naso schiacciato. Ogni tanto mi soffermo a guardare i volti di questi tizi che sono in palestra, che mi sa che ci vanno da anni, e non posso non notar il loro naso.
Schiacciato schiacciato, proprio tipico.
 Il mio è pure lungo , va protetto bene.
Ma non è che fai combattimenti, se non vuoi. Impari solo la tecnica.
Oddio speriamo che non dovrò sposarmi con un occhio nero, che il vestito è blu.

Lo spogliatoio è qualcosa di veramente infame, non per mancanza di pulizia ma per una puzza indescrivibile di sudore. In effetti ci sta bene, ti entra nelle narici (tanto qui mi sa che non la sentono, con i setti nasali che si ritrovano) ed è anche normale, visto i fiumi che ne scorrono durante gli allenamenti.
Mi hanno convinto ad iscrivermi narrandomi la leggenda di qualche tizio che in poche settimane ha perso un sacco di peso. Un po' come quelle pubblicità di attrezzi miracolosi sulle tv private, solo che qui è  il contrario, ti fanno capire che uscirai a fine lezione che sei un bagno di sudore.
Dopo la prima ora ho capito che era tutto vero.
Ora non aspettatevi miracoli, purtroppo dovrei anche smettere di mangiare come un animale.
Però è un buon inizio.

Ho pure saltato la corda, quell'esercizio che fino ad ora avevo solo visto nei film di Rocky.
Ovviamente in modo goffissimo.
Avete mai provato? Sulle prime c'è una paura tremenda di inciampare e cadere.
Che poi è anche una figura di merda, visto che tutti ti guardano.
Il fatto di veder gli altri che sembrano dei circensi, dopo appena due lezioni, ti demotiva un po'.
Sei persino felice di essere arrivato a 5 consecutive, con la grazia di un elefante.
Alla fine ne ho comprata una, anzi due che convinco il Cagnaccio a saltellare con me.
Poi se riesco a diventare bravo mi impegno solennemente a pubblicare un video prova, solo per voi lettori.