giovedì 28 gennaio 2016

Una volta raggiungevo la fase rem.

e' stata una giornata faticosa. Ormai lo sono tutte,da quando c'è la piccola.
Sia chiaramente premesso: non mi posso lamentare, è senza dubbio la cosa più bella che potesse capitarmi. E tolgo subito un dubbio a chi mi legge da un po' ( o meglio mi leggeva prima , quando ero costante ) non è uno di quei post scherzosi in cui faccio credere una cosa e poi alla fine, proprio all'ultimo rigo, paleso che sto parlando della nuova playstation.
Parlo della piccola Cici , che ormai ha più di otto mesi.
Ovviamente non si chiama così, ma seguo con piacere l'usanza di ogni blogger di dare un alias ai personaggi della propria vita, non tanto per tutelare privacy da improbabili attacchi ( beh potrebbe però leggere nel 2026 tutte le sciocchezze che scriveva il padre , meglio quindi evitare ) ma per una forma di facilità di esposizione.
Altrettanto ovviamente il concetto che ho appena espresso non è pienamente chiaro neppure a me.

Cici è il diminutivo di "cicinina" , che poi sarebbe a sua volta un diminutivo, visto che finisce in "ina". E' che quando era ancora piccola come una lenticchia, quando parlavamo di lei non avendo ancora scelto un nome chiamarla "fagiolino" come fanno un po' tutti era troppo banale.
Eh, non è che noi invece siamo stati proprio originalissimi. Ma vabbè.

Vi dicevo, è abbastanza pesante occuparsene. E per fortuna per diverse ore va al nido.
All'inizio la scelta - in realtà obbligata visto che lavoriamo entrambi - aveva portato un minimo di sensi di colpa, ma devo ammettere che si è rivelata ottima . Magari siamo stati fortunati noi, ma nel posto in cui va la trattano benissimo e con molto affetto.
Probabilmente ci si sono affezionati molto, un po' perchè è entrata da molto piccola, un po' per il suo carattere adorabile. Ma non voglio qui incensare il mio scarrafone.

Ho maturato un pensiero, in realtà neppure - anche esso - troppo originale.
Un bambino è una prova immensa per una coppia.
Se il legame tra i due non è abbastanza forte, rischia di rompersi tutto.
Perchè dall'altro ti aspetti il mondo. Anche nelle piccole cose, come l'alzarsi alle tre di notte per preparare il latte e cambiare il pannolino, quando hai la sveglia tra poche ore e non fai altro che sperare di sentire un " ma no, tranquillo, dormi che vado io!"
Inoltre sembra che ai bimbi così piccoli non piacciano i videogames , quindi devi industriarti un bel po' per far passare loro il tempo in maniera piacevole, visto che pretendono qualità.
Proprio quando torni dal lavoro, che magari vorresti recuperare il sonno perso la notte prima, ecco che lei è vispa e giocosa  ( grazie a Dio) e non è che la puoi mettere in un box o obbligarla a dormirti accanto. Dopo un po' che inizi a giocarci, ricomincia la giostra del cambiopannolino\doccianasale\preparaillatte\gioca\oravuoledormireperfortuna\unpo'ditempopertefinalmentepuoifarelapip\mettituttelebarrierepossibilinelletto,checade\nonmiricordopiùchedovevofare\ahecco\sièsvegliata\pannolino\cazzarolalapappa(quella è più difficile da preparare rispetto al semplice latte) e tutto questo finchè non torna a casa tua moglie e devi pure ascoltarla altrimenti poi son cassi amari. Roba tipo ascoltala\faifintaditrovareinteressanteilsuoraccontodellagiornata\annuisci\annuisciinmanieraunpo'piu'convinta\dillecheèbellissima\faivederechemettiunpo'apostocasa\abbracciala\cercadicapirecosatistadicendodavvero\dillequellochevuolesentirsidire\èandataancheoggi.

Ora è quasi mezzanotte, le mie donne stanno dormendo. Una si sveglierà tra una mezz'oretta, credo, e dopo un paio di secondi lancerà un prepotentissimo grido del tipo "uaaaaha!!" che ho imparato significa "dove è il mio fottuto latte? come mai non hai ancora capito che devi farmelo trovare pronto?"
A quel punto si sveglierà anche l'altra, chiedendomi se è necessario che si alzi.
Di solito se so che deve svegliarsi molto presto cerco di fare tutto io, ma altrimenti ci dividiamo i compiti. Tanto ormai su sta cosa del dormire ci abbiamo messo una pietra sopra per i prossimi anni.
E ripensiamo ogni tanto, rinvagando il passato , a quante belle dormite ci facevamo prima, quasi sette ore di fila.
Coraggio, tra un po' sarà sabato.
Almeno possiamo recuperare dopo. Sempre che la Cici sia d'accordo, si intende.





domenica 24 gennaio 2016

Sono fuori dal club dei trentatre

I compleanni sono sempre un po' malinconici.
Almeno i miei.
Ora non ricordo bene, ma scommetto che già a due anni , voltandomi indietro , ripensavo al tempo che passa ed a tutti i giochini che stavo abbandonando , quelli da 6 a 9 mesi.
Oggetti rumorosissimi, che tu li agitavi e scoprivi che facevano rumore ed il mondo si esibiva ogni giorno in uno spettacolo nuovo di magia. Oggi tutti quei cosi probabilmente un po' tossici di inizio anni ottanta saranno finiti sulla luna , visto che l'ultimo avvistamento attendibile li collocava nel cartone in soffitta in cui prima c'era qualche elettrodomestico che all'epoca magari sembrava avveniristico. E poi puff nessuno sa più nulla. Omertà totale.
Crescendo le cose non sono migliorate. I compleanni che finivano con il "nove" erano motivo di riflessione perchè stava finendo un decennio, quelli che invece aprivano la nuova decade mettevano un po' di ansia per la successiva fase della vita e tutto quello che mi aspettava.
I diciotto arrivarono abbastanza sereni , mi fecero anche una festa a sopresa. C'era anche la mia ragazza di allora, che faceva finta di amarmi, il buffet era ottimo c'erano pure i panini salsicce e friarielli e mi fu regalata la playstation.
La uno, pensate un po'.
Dei successivi non ricordo molto, probabilmente furono un po' anonimi.
vedete che sto invecchiando, non mi ricordo più le cose.
Ma torniamo a parlare di divani.
Un attimo.

Ma l'anno peggiore di tutti fu quando ne compii 28.
Non saprei dirvi perchè, mi ero ingrippato su sta cosa che ormai avevo VENTOTTOANNI.
Che poi è pure una bella età, del tipo che se uno ti dicesse " se potessi rimanere per sempre ad una età fissa, quale sceglieresti?" credo che i ventotto sarebbero sicuramente nella topfive.
Sai, quando sei abbastanza indipendente e maturo, anche se non hai ancora pienamente le responsabilità che verranno. E soprattutto puoi ambire ad un range di donne dai 20 ai 32 senza problemi.
Me ne feci comunque una ragione, andai avanti.
Ed arriviamo ad oggi. Sinceramente, non essendo un amante degli auguri ( non ne faccio quasi a nessuno, tranne parenti strettissimi , ho saltato pure spesso i miei carissimi amici ) ho la bacheca di fb bloccata apposta. Ero convinto di aver pure nascosto la data di nascita, proprio per evitare la pioggia di auguri che vedo nelle bacheche degli altri, Ed invece stamattina apro il social, e mi trovo più notifiche del solito. ( non che ci voglia molto eh)
OH cazzo, mi hanno scoperto.
Però ho ricontrollato, avevo tolto questa informazione. Forse è rimasta da qualche parte, insomma erano già arrivati i primi messaggi. Che poi non è che sia una cosa così impegnativa rispondere a tutti, basta una decina di minuti. Oppure scrivere a metà giornata il classico post di ringraziamento corale " per aver reso ancora più speciale questa giornata con il vostro pensiero".



Oh , vorrei precisare che questo non vuole essere un post triste. Tutta sta manfrina era per dire che oggi sono 34. Ho vissuto già più di tanta gente, evitando di entrare nel club dei 33.
Ormai non so nemmeno più se mi posso definire ragazzo o si deve parlare di uomo.
Tipo immagino se riportassero la notizia del mio sgrat sgrat decesso che ne sò a studio aperto, cosa direbbero:
"è scivolato a causa di una buccia di banana un ragazzo di 34 anni"
Stona un po'.
"un uomo di 34 anni oggi è morto scivolando su di una buccia di banana"


Si, decisamente il "ragazzo" stona.

ps dopo aver mangiato le banane, quest'anno, per favore buttatele nei cestini.










sabato 23 gennaio 2016

Il Postittone


Mettete una sera di fine gennaio ,con un clima tipicamente milanese che fa un po' freddo - vabbè ho la sciarpa,tuttapposto , state camminando guardando a terra facendo lo slalom per evitare cacchine dei cani e scatarrate multiple, oppure siete immersi nella lettura di facebook sul vostro telefonino ( ormai lo chiamano quasi tutti solo cellulare, perchè è diventato una specie di gabbia) alzate il vostro sguardo, magari per evitare una cacchina di piccione oppure una scatarrata dal tizio affacciato al balcone del terzo piano , ed ecco che una scritta sovrasta uno degli edifici più imponenti della città.
Questo è il così detto pirellone, sede della regione. scusate le minuscole, non voglio essere irrispettoso verso gli enti e nemmeno verso la grammatica, trattasi di sindrome di odio verso il tasto che una volta si chiamava shift ed ora capscoso.
Vi dicevo, incredibilmente le luci delle stanze accese sembrano quasi formare una scritta a caratteri in stampatello. Eppure qualche maligno , i soliti giornalisti scandalistici malpensanti pennivendoli , hanno ritenuto possibile che invece si trattasse di una scritta a favore di una manifestazione che avrebbe dovuto tenersi proprio sabato prossimo, in favore della famiglia cd tradizionale. Questa è una cattiveria assurda, perchè presupporrebbe che proprio a Milano, città che ho scoperto essere realmente tollerante, aperta ed ospitale verso tutti - ma proprio tutti anche quelli che non la meritano - qualcuno abbia voluto dare a migliaia di persone uno schiaffone a quel viso che si è alzato di cui sopra.
Fatto ancora più grave, la cosa sarebbe avvenuta utilizzando un palazzo che è il simbolo di una comunità, di un territorio.Ed i simboli sono importanti, soprattutto se si riferiscono al posto in cui vivi, alla società di cui fai parte. Ora, se la cosa ha dato fastidio a me che non ho un diretto interesse nei confronti della questione , figuriamoci a chi davvero sta aspettando il riconoscimento dei suoi diritti.
Io sono a favore della libertà di manifestare il pensiero, di aderire o meno ad una manifestazione anche se discutibile. Provo rabbia pure quando leggo chi si ritiene moralmente superiore agli altri e vorrebbe tappargli la bocca, impedirgli di manifestare o altro.
Però i diritti vanno esercitati nel modo giusto, non approfittando di una cosa che appartiene a tutti e farla "parlare" mettendole in bocca parole di parte.

Altrimenti possiamo anche pensare che si tratti di un semplice, gigantesco post-it , con la funzione di avvisare la cittadinanza riguardo agli eventi prossimi in città.
Questa in linea di principio non sarebbe male, anzi potrebbe essere utile trovare alcune ricorrenze come:
"Festa della Repubblica"
"Gay pride"
"Stanotte cambiate l'ora solare"
"Settimana prossima è il tuo anniversario, hai preso il regalo?"
"Sagra della salsiccia con i funghi."








venerdì 3 ottobre 2014

Dilemma morale in pizzeria

Una sera uscite.
Voi, la vostra donna ed un po' di fame.

Lei ha scovato , tramite siti internet specializzati in commenti (recensioni mi sembra un termine assurdo per descrivere una semplice esperienza di pasto) una pizzeria che sembra non esser male.
"e proviamola" , avete pensato. Del resto ormai le avete provate quasi tutte in città, almeno di quelle che sostengono di fare quella "al forno , napoletana".

Arrivate lì, è appena prima dell'ora di punta, quindi ci sono diversi tavoli liberi, tanto da farvi pensare che forse non c'era bisogno di prenotare. Ma vabbè.
Vi accomodate, sfogliate un po' il menù e poi ordinate.
Ma quale sarebbe il dilemma del titolo del post? (credo che ve lo stiate chiedendo)
Non si tratta del classico "che mi prendo una bella corposa o una semplice margherita"? , per il quale non esiste una risposta giusta , quella la dovete cercare nel vostro animo e sulla vostra bilancia.
Un attimo, comunque, ci sto arrivando.

Ad un certo punto, mentre aspettate che arrivino le ordinazioni, casualmente guardate un cameriere che sta prendendo dal banco dei dolci un ... dolce (ma và?) .
Uno di forma sferica, credo al cioccolato con un po' di nocciole sopra.
Una palla, diciamo.
Il fatto è che mentre ne prende una e la mette sul piatto...un'altra -oooops- cade in terra.
Le pupille vostre e della vostra lei si incrociano per un istante, come per comunicarsi "oh , hai visto!" e poi si dicono "Dai, torniamo di là, vediamo che succede!"

Uno si aspetterebbe, in un mondo ideale, che la prendesse e la buttasse.
O che la dia al cane, sempre che quest'ultimo non stia a dieta.
O più realisticamente, che la portasse dentro la cucina facendo finta di buttarla, per poi rimetterla dentro in un momento random della serata, giusto per assicurarsi che nessuno abbia assistito alla scena.

Niente, il tizio , dopo averci pensato un paio di secondi, la rimette nel piatto nel banco\dolci.
Non gli viene neanche il sospetto di esser stato visto, sul suo sguardo c'è solo una espressione del tipo: "boh, secondo te la posso mettere dentro di nuovo?" a cui il suo cervello replica "ma si, dai!".

Ed allegramente torna verso la cucina, a prendere altre ordinazioni.
Voi e la vostra donna vi guardate, con una faccia del tipo "e che cazz..."

Ed ecco il dilemma.
Che facciamo?
Non diciamo nulla, lo diciamo al cameriere, lo diciamo a quello che sembra il capo dei camerieri, la ordiniamo noi?

Possibili scenari:

1) Non diciamo nulla. Qualcuno si magna, prima o poi il dolce. Ci sono buone probabilità che non abbia conseguenza, nemmeno la cacarella. Oppure potrebbe morire, così , instantaneamente, al primo boccone. E che ne so io, mica ho una laurea in medicina.
In più il cameriere potrebbe, forte dell'impunità, ripetere il comportamento altre volte, far cadere tutto e poi riprenderlo, addirittura la prossima volta potrebbe servire il dolce direttamente rotolandolo sul pavimento fino al cliente. Potrebbe giocarci a golf in cucina , con quella palla.

2) Lo diciamo al cameriere. Lo si chiama in disparte "Mi scusi, devo dirle una cosa, permette?"
"dite! Volete il dolce?"
"Ehm, no...no...senta, NOI SAPPIAMO!"
"Cosa?"
"Abbiamo visto, sappiamo quello che hai fatto!"
"Eh? No, ma posso spiegare, vi giuro che mi aveva detto che era maggiorenne!"
"Ma stiamo parlando del dolce che hai fatto cadere a terra...."
A questo punto lui potrebbe , sentendosi in colpa, ammettere le sue colpe, magari arrossire un po', andare a prendere il dolce e portarlo in cucina e poi farci quello che vuole, oppure potrebbe negare
"Chi, io? Ma che dice? "
ed a quel punto la cosa si fa seria.

3)Lo diciamo a quello che sembra il capo dei camerieri.
"senta,ha un minuto?Dovrei dirle una cosa..."
"Ma certo! Vuole il dolce?"
"NO! ...ehm...senta, mi dispiace dirle sta cosa, però...un suo cameriere....ha fatto cadere il dolce a palla a terra e poi l'ha raccolto...e l'ha rimesso a posto..."
"COSAAA?"
Scenario 3A : (il rifiuto ) "Ma no, non è possibile! Qui ci stiamo attenti! Ditemi chi è, lo chiamo, lo interrogo, sentiamo le persone informate sui fatti, chiedo l'acquisizione delle immagini dalla telecamera interna, e se vi sbagliate vi denuncio per calunnia!Non è possibile!"
"Ok, faccia pure! Io la controdenuncio!"
"Chiamo il mio avvocato!"
"Io chiamo i NAS!"
"Io chiamo a mio cuggino e vi faccio picchiare!"
"Due caffè ed il conto, grazie!"
.
Scenario 3B: ( giustizia per direttissima) "Chi è stato? Ditemi chi è stato, lo caccio immediatamente!!"
"Ma no, un attimo, forse basta una cazziat..."
"Noooo! Io o' ccir a chist! adda murì int' o' camino re' pizz! A fuoco lento! Stu suzzus!"
"va beh, su, con calma...."
E accoltella alle spalle un cameriere.
"Era lui, vero?"
"ehm, no...."
"allora è stato Totore!"
E ZAC ZAC , alla giugulare.
"Senta, vabbè non faccia così..."
"Allora è stato Giggino! Lui, vero? Giggino, hai fatto cadere il tuo ultimo dolce...hai qualche ultima parola prima ca t'accir?"
"Chi fa la spia non è figlio di Mariaaaaaaaaaaaaaaaaa....argh."
ZAC
Scenario 4: La ordiniamo noi.
Poi la si butta o la si lascia. Il mondo è salvo, nessuno viene licenziato, nessuno con la cagarella, nessuno viene accoltellato. E tutto ciò con solo 3 euro in più sul conto.
Però poi non è giusto, visto che il cameriere forte dell'impunità potrebbe rifarlo.


Niente, alla fine mentre valutiamo un attimo che fare, vediamo un altro cameriere che porge il dolce ad una signora golosa che se lo fa portare al tavolo.
"che facciamo, che facciamo?"
E intanto quella magna. tutta felice.



E la gusta, eccome se la gusta.



E la offre pure al marito.



Insomma è troppo tardi.
Avvisare la signora , non è il caso.



Ok...sembra ancora viva.
E come se lo gusta.
Ci fanno anche una foto col telefonino, al mitico dolce.
(....)



Vabè.
Comunque una cosa del genere non puo' rimanere impunita totalmente, così al momento di pagare, alla cassa, alla classica domanda (più di convenzione che di altro) "Tutto bene?" la vostra lei dice "eh, insomma....devo dirle una cosa...."
La reazione è qualcosa tipo:
"Ma no... non è possibile! Ma che mi dite! Ditemi chi è! Lo caccio subito!Dai, ditemi chi è!"
(eheheh voi avete avuto l'impressione che fosse una attività gestita tutta in famiglia, ma ovviamente cosa ti devono dire?)
si dice il peccato e non il peccatore, anche se uno sguardo eloquente ha fatto intendere chi sia il colpevole del misfatto.
Che probabilmente almeno una bella cazziata se la prenderà.

Il giorno dopo avete controllato un po' la cronaca della città, sollevati dal non aver trovato notizie di corpi di camerieri trovati con ferite di arma da taglio, in qualche cassonetto.

domenica 15 giugno 2014

Read me, follow me... ma non critic me!

A me fa ridere quando chi ama talmente tanto scrivere da farlo su di un blog si incazza visto che i commentatori, per una volta , sono contro il pensiero esposto.
Ovviamente si dice solo il peccato e non il peccatore, e altrettanto ovviamente visto che è un discorso in generale non rileva l'identità del battitore\battitrice di tasti sulla tastiera in questione.
E premetto che non è una cosa personale, visto che non si è trattato di una risposta verso mouì.

Prendiamo ad esempio un blog a caso abbastanza frequentato (abbastanza intendo abbastanza, non proprio di quelli che ti chiama Studio Aperto per sapere cosa ne pensi di chi si alza subito dal tavolo dopo mangiato e si butta sul divano) ma comunque non certo paragonabile ad un blog medio, con i tuoi venti gatti che ti seguono affettuosamente. Questo blog è scritto pure in maniera brillante , tanto che poi con il tempo si è formata una bella base di lettori occasionali e fissi.

di solito i commenti sono osannanti , o comunque i classici di compiacimento, in mezzo ai soliti "ehehehehhe grande! passa sul mio blog!" e il\la padrone\a di casa trova il tempo (cosa che obiettivamente dovrei fare anche io) di rispondere quasi a tutti.

tutto ok, fino a che non arriva il momento delle critiche.
Di una voce contraria dal coro.
di uno che dice che hai detto una cazzata , fondamentalmente, o che come minimo ti sei espresso male.
Apriti cielo.
Svegliati leone.
Arrivami mestruo.
Esplodi vulcano.

Arriva una risposta piccata, incazzata.

Sono il primo a non gradire tanto le critiche, so che è una cosa infantile. Però se me ne fanno, ok, nessun problema. Ci sta, è il gioco delle parti. Le devi mettere in conto, altrimenti ti compri un diario e gli scrivi le tue cose e nessuno potrà mai avere nulla da ridire.
Anche senza dire cassate del tipo "aiutano a crescere, stimolano" che sotto sotto poi non ci crede nessuno.

Troppo facile accrescersi l'ego solo con i sorrisi e le approvazioni a quello che hai scritto.
Devi pure accettare le critiche di chi non la pensa come te.
stacce.

tutto qui.
Perchè non siamo padroni del blog in cui scriviamo, sono stand in affitto di una immensa fiera in cui chi vuol venire perchè ha piacere di leggere il tuo prodotto lo fa, e lascia una striscia sul tuo guestbook.

E con questa immagine poetica, vi auguro buona domenica!








mercoledì 11 giugno 2014

Anche i blogger fanno la spesa

Siccome non si vive di sola cultura e gelati al pistacchio e nocciola, oggi tanto durante le giornate di studio matto e disperato (cit Giacomo798) una volta aperto il frigo e resosi conto che non c'è nulla a parte qualche scatoletta di tonno in cui l'olio si sarà ormai ghiacciato e un paio di frutti ammuffiti che potresti presentare a qualche esperimento di biologia, tocca andare a fare la spesa.

Mi son armato quindi di busta della ssssssssssssssss  (poi ditemi se l'avete capita) e sono andato al supermercato sotto casa, che con questo caldo difficilmente sarei riuscito a superare altri due incroci.
Per strada, noto orde di zombie boccheggianti e monoparolai ( "caaaaaldo" oppure la variante "ufffffff....caaaaldo") . Arrivo al punto di salvezza, in cui c'è un bel po' di gente , che cerca riparo nell'aria condizionata , giustificando la presenza con l'acquisto del classico duplo preso vicino alla cassa, prima di uscire. quando entro nel supermercato quasi mai ho le idee chiare su cosa acquistare, anzi. Magari le prime 3 cose sì, giusto quelle per il pasto successivo.
Comunque stavolta sono andato presso il banco della salumeria, il mio angolo preferito, e ho notato dolente l'assenza di offerte. Ho chiesto lumi, ma ovviamente vendono insaccati, mica lampadine.
In ogni caso sembra che se ne parli da domani.
"Ma io devo mangiare oggi!" penso tra me e me.
Guardo (sul wall street journal ) la quotazione odierna della bresaola.
Mmm.
Massì, ogni tanto qualche piccolo lusso devi concedertelo.
Vai, signora, almeno 150 gr , ma non esagerare che ho il limite giornaliero sulla carta!

Poi prendo del crudo, che non so vedere mai quale è quello salato quello di montagna quello di mare quello stagionato quello ma che ne so io vorrei solo mangiarmelo, non fare una degustazione.
Dei piccoli panini, uno a pasto, e passo al reparto verdura.
Ho superato la mia allergia alle verdure, che prima mi portava a tirare sempre dritto.
Ho preso delle carote, da mangiare tipo fuori pasto, anche se c'è chi dice che contengono zuccheri, ed allora cacchio tanto vale prendere dei Grisby.
Del resto non credo che le carote facciano bene allo studio, insomma avete mai visto un coniglio laureato?

(sta cagata l'ho messa anche su twitter, ne ero orgoglioso)

comunque ho preso pure dell'insalata del supermercato, che hanno messo a poco prezzo perchè c'è crisi, vediamo se è buona.
Eh, non sono più il vecchio porco di una volta, che solo in casa per due giorni avrebbe comprato roba molto più allettante. Vabbè.
Il succo è che non mi debbo abboffare altrimenti con la panza piena mi viene sonnolenza e non studio bene, visto che fa anche caldo.

Comunque ho speso più o meno dodici euro. vi voglio comunque regalare un'altra delle mie perle per rimorchiare: Stavolta per la categoria delle cassiere.
Ovviamente se siete dei veri uomini quando andate al supermercato l'unico vero criterio per scegliere la cassa non è quello delle persone in fila o del contenuto dei carrelli delle persone in fila, bensì il grado di carineria della commessa.

Premesso questo, per voi uomini liberi senza anello nuziale  ecco cosa dovete fare:

Andate in questo supermercato che non sia l' esselunga portandovi da casa la busta dell'esselunga , che è gialla e si riconosce subito, mentre poi mettete le cose dentro , sorridete e fate una battuta del tipo "mi scusi se ho portato la borsa della concorrenza!"
Ecco, lei vi fa un sorriso e da lì in poi dovete vedervela da soli, con la vostra intraprendenza e prontezza di spirito.

E mica posso dirvi tutto io.

forza ragazzi scapoli e singles , conquistatele tutte!




martedì 3 giugno 2014

poesia - Lei

Ci sono parole nella vita che ricorderai sempre.
Dialoghi durati nella realtà pochi minuti, ma nei tuoi pensieri ore e ore.
Dialoghi che ti eri preparato prima , decidendo di non improvvisare. Cercando di prevedere domande, trovando delle giuste risposte, che possano soddisfare chi ti ascolta e portare, se possibile, il discorso dove vuoi tu.
Momenti di silenzio, imbarazzanti, in cui non sai cosa rispondere.
Sei lì, davanti a lei , e sai che forse è troppo presto. Che non sei pronto.
Vedi i suoi occhi un po' delusi, un po' perplessi, e abbassi un il tuo sguardo, perchè non legga nei tuoi occhi ciò che sai di non sapere.
Quelli che conosci, che erano gia' stati con lei, ti avevano detto che era esigente.

"sono un po' confuso" , provi a giustificarti.

Lei ti guarda , ti dice che si aspettava di più da te, che sente che puoi fare di più.
Che tutti gli altri con cui lei è stata prima, anche considerando solo gli ultimi giorni, erano di un livello superiore.
Che vuole rivederti, ma non subito.
"Magari ci rivediamo tra un mese, che dici?"
E tu allora perdi la dignità , una volta conscio del fatto che non sei disposto ad aspettare.
La guardi, con sguardo supplichevole, e le dici che saresti disposto anche ad accontentarti.
Che ti va bene tutto, tranne che un rifiuto.
Poi alla fine lei ti guarda, sà di averti in pugno. Che pendi dalle sue labbra.
Che ti batte il cuore, ed una sua parola puo' darti la gioia o la perdizione.
E tu sai già che stà pensando al prossimo.
Che lei ha già deciso, e non le farai cambiare idea.







E alla fine ti mette diciotto.





Titolo : L'assistente.

Scusate, stress da studio.

Mancano due settimane ma sembra che il tempo voli.