venerdì 3 ottobre 2014

Dilemma morale in pizzeria

Una sera uscite.
Voi, la vostra donna ed un po' di fame.

Lei ha scovato , tramite siti internet specializzati in commenti (recensioni mi sembra un termine assurdo per descrivere una semplice esperienza di pasto) una pizzeria che sembra non esser male.
"e proviamola" , avete pensato. Del resto ormai le avete provate quasi tutte in città, almeno di quelle che sostengono di fare quella "al forno , napoletana".

Arrivate lì, è appena prima dell'ora di punta, quindi ci sono diversi tavoli liberi, tanto da farvi pensare che forse non c'era bisogno di prenotare. Ma vabbè.
Vi accomodate, sfogliate un po' il menù e poi ordinate.
Ma quale sarebbe il dilemma del titolo del post? (credo che ve lo stiate chiedendo)
Non si tratta del classico "che mi prendo una bella corposa o una semplice margherita"? , per il quale non esiste una risposta giusta , quella la dovete cercare nel vostro animo e sulla vostra bilancia.
Un attimo, comunque, ci sto arrivando.

Ad un certo punto, mentre aspettate che arrivino le ordinazioni, casualmente guardate un cameriere che sta prendendo dal banco dei dolci un ... dolce (ma và?) .
Uno di forma sferica, credo al cioccolato con un po' di nocciole sopra.
Una palla, diciamo.
Il fatto è che mentre ne prende una e la mette sul piatto...un'altra -oooops- cade in terra.
Le pupille vostre e della vostra lei si incrociano per un istante, come per comunicarsi "oh , hai visto!" e poi si dicono "Dai, torniamo di là, vediamo che succede!"

Uno si aspetterebbe, in un mondo ideale, che la prendesse e la buttasse.
O che la dia al cane, sempre che quest'ultimo non stia a dieta.
O più realisticamente, che la portasse dentro la cucina facendo finta di buttarla, per poi rimetterla dentro in un momento random della serata, giusto per assicurarsi che nessuno abbia assistito alla scena.

Niente, il tizio , dopo averci pensato un paio di secondi, la rimette nel piatto nel banco\dolci.
Non gli viene neanche il sospetto di esser stato visto, sul suo sguardo c'è solo una espressione del tipo: "boh, secondo te la posso mettere dentro di nuovo?" a cui il suo cervello replica "ma si, dai!".

Ed allegramente torna verso la cucina, a prendere altre ordinazioni.
Voi e la vostra donna vi guardate, con una faccia del tipo "e che cazz..."

Ed ecco il dilemma.
Che facciamo?
Non diciamo nulla, lo diciamo al cameriere, lo diciamo a quello che sembra il capo dei camerieri, la ordiniamo noi?

Possibili scenari:

1) Non diciamo nulla. Qualcuno si magna, prima o poi il dolce. Ci sono buone probabilità che non abbia conseguenza, nemmeno la cacarella. Oppure potrebbe morire, così , instantaneamente, al primo boccone. E che ne so io, mica ho una laurea in medicina.
In più il cameriere potrebbe, forte dell'impunità, ripetere il comportamento altre volte, far cadere tutto e poi riprenderlo, addirittura la prossima volta potrebbe servire il dolce direttamente rotolandolo sul pavimento fino al cliente. Potrebbe giocarci a golf in cucina , con quella palla.

2) Lo diciamo al cameriere. Lo si chiama in disparte "Mi scusi, devo dirle una cosa, permette?"
"dite! Volete il dolce?"
"Ehm, no...no...senta, NOI SAPPIAMO!"
"Cosa?"
"Abbiamo visto, sappiamo quello che hai fatto!"
"Eh? No, ma posso spiegare, vi giuro che mi aveva detto che era maggiorenne!"
"Ma stiamo parlando del dolce che hai fatto cadere a terra...."
A questo punto lui potrebbe , sentendosi in colpa, ammettere le sue colpe, magari arrossire un po', andare a prendere il dolce e portarlo in cucina e poi farci quello che vuole, oppure potrebbe negare
"Chi, io? Ma che dice? "
ed a quel punto la cosa si fa seria.

3)Lo diciamo a quello che sembra il capo dei camerieri.
"senta,ha un minuto?Dovrei dirle una cosa..."
"Ma certo! Vuole il dolce?"
"NO! ...ehm...senta, mi dispiace dirle sta cosa, però...un suo cameriere....ha fatto cadere il dolce a palla a terra e poi l'ha raccolto...e l'ha rimesso a posto..."
"COSAAA?"
Scenario 3A : (il rifiuto ) "Ma no, non è possibile! Qui ci stiamo attenti! Ditemi chi è, lo chiamo, lo interrogo, sentiamo le persone informate sui fatti, chiedo l'acquisizione delle immagini dalla telecamera interna, e se vi sbagliate vi denuncio per calunnia!Non è possibile!"
"Ok, faccia pure! Io la controdenuncio!"
"Chiamo il mio avvocato!"
"Io chiamo i NAS!"
"Io chiamo a mio cuggino e vi faccio picchiare!"
"Due caffè ed il conto, grazie!"
.
Scenario 3B: ( giustizia per direttissima) "Chi è stato? Ditemi chi è stato, lo caccio immediatamente!!"
"Ma no, un attimo, forse basta una cazziat..."
"Noooo! Io o' ccir a chist! adda murì int' o' camino re' pizz! A fuoco lento! Stu suzzus!"
"va beh, su, con calma...."
E accoltella alle spalle un cameriere.
"Era lui, vero?"
"ehm, no...."
"allora è stato Totore!"
E ZAC ZAC , alla giugulare.
"Senta, vabbè non faccia così..."
"Allora è stato Giggino! Lui, vero? Giggino, hai fatto cadere il tuo ultimo dolce...hai qualche ultima parola prima ca t'accir?"
"Chi fa la spia non è figlio di Mariaaaaaaaaaaaaaaaaa....argh."
ZAC
Scenario 4: La ordiniamo noi.
Poi la si butta o la si lascia. Il mondo è salvo, nessuno viene licenziato, nessuno con la cagarella, nessuno viene accoltellato. E tutto ciò con solo 3 euro in più sul conto.
Però poi non è giusto, visto che il cameriere forte dell'impunità potrebbe rifarlo.


Niente, alla fine mentre valutiamo un attimo che fare, vediamo un altro cameriere che porge il dolce ad una signora golosa che se lo fa portare al tavolo.
"che facciamo, che facciamo?"
E intanto quella magna. tutta felice.



E la gusta, eccome se la gusta.



E la offre pure al marito.



Insomma è troppo tardi.
Avvisare la signora , non è il caso.



Ok...sembra ancora viva.
E come se lo gusta.
Ci fanno anche una foto col telefonino, al mitico dolce.
(....)



Vabè.
Comunque una cosa del genere non puo' rimanere impunita totalmente, così al momento di pagare, alla cassa, alla classica domanda (più di convenzione che di altro) "Tutto bene?" la vostra lei dice "eh, insomma....devo dirle una cosa...."
La reazione è qualcosa tipo:
"Ma no... non è possibile! Ma che mi dite! Ditemi chi è! Lo caccio subito!Dai, ditemi chi è!"
(eheheh voi avete avuto l'impressione che fosse una attività gestita tutta in famiglia, ma ovviamente cosa ti devono dire?)
si dice il peccato e non il peccatore, anche se uno sguardo eloquente ha fatto intendere chi sia il colpevole del misfatto.
Che probabilmente almeno una bella cazziata se la prenderà.

Il giorno dopo avete controllato un po' la cronaca della città, sollevati dal non aver trovato notizie di corpi di camerieri trovati con ferite di arma da taglio, in qualche cassonetto.

domenica 15 giugno 2014

Read me, follow me... ma non critic me!

A me fa ridere quando chi ama talmente tanto scrivere da farlo su di un blog si incazza visto che i commentatori, per una volta , sono contro il pensiero esposto.
Ovviamente si dice solo il peccato e non il peccatore, e altrettanto ovviamente visto che è un discorso in generale non rileva l'identità del battitore\battitrice di tasti sulla tastiera in questione.
E premetto che non è una cosa personale, visto che non si è trattato di una risposta verso mouì.

Prendiamo ad esempio un blog a caso abbastanza frequentato (abbastanza intendo abbastanza, non proprio di quelli che ti chiama Studio Aperto per sapere cosa ne pensi di chi si alza subito dal tavolo dopo mangiato e si butta sul divano) ma comunque non certo paragonabile ad un blog medio, con i tuoi venti gatti che ti seguono affettuosamente. Questo blog è scritto pure in maniera brillante , tanto che poi con il tempo si è formata una bella base di lettori occasionali e fissi.

di solito i commenti sono osannanti , o comunque i classici di compiacimento, in mezzo ai soliti "ehehehehhe grande! passa sul mio blog!" e il\la padrone\a di casa trova il tempo (cosa che obiettivamente dovrei fare anche io) di rispondere quasi a tutti.

tutto ok, fino a che non arriva il momento delle critiche.
Di una voce contraria dal coro.
di uno che dice che hai detto una cazzata , fondamentalmente, o che come minimo ti sei espresso male.
Apriti cielo.
Svegliati leone.
Arrivami mestruo.
Esplodi vulcano.

Arriva una risposta piccata, incazzata.

Sono il primo a non gradire tanto le critiche, so che è una cosa infantile. Però se me ne fanno, ok, nessun problema. Ci sta, è il gioco delle parti. Le devi mettere in conto, altrimenti ti compri un diario e gli scrivi le tue cose e nessuno potrà mai avere nulla da ridire.
Anche senza dire cassate del tipo "aiutano a crescere, stimolano" che sotto sotto poi non ci crede nessuno.

Troppo facile accrescersi l'ego solo con i sorrisi e le approvazioni a quello che hai scritto.
Devi pure accettare le critiche di chi non la pensa come te.
stacce.

tutto qui.
Perchè non siamo padroni del blog in cui scriviamo, sono stand in affitto di una immensa fiera in cui chi vuol venire perchè ha piacere di leggere il tuo prodotto lo fa, e lascia una striscia sul tuo guestbook.

E con questa immagine poetica, vi auguro buona domenica!








mercoledì 11 giugno 2014

Anche i blogger fanno la spesa

Siccome non si vive di sola cultura e gelati al pistacchio e nocciola, oggi tanto durante le giornate di studio matto e disperato (cit Giacomo798) una volta aperto il frigo e resosi conto che non c'è nulla a parte qualche scatoletta di tonno in cui l'olio si sarà ormai ghiacciato e un paio di frutti ammuffiti che potresti presentare a qualche esperimento di biologia, tocca andare a fare la spesa.

Mi son armato quindi di busta della ssssssssssssssss  (poi ditemi se l'avete capita) e sono andato al supermercato sotto casa, che con questo caldo difficilmente sarei riuscito a superare altri due incroci.
Per strada, noto orde di zombie boccheggianti e monoparolai ( "caaaaaldo" oppure la variante "ufffffff....caaaaldo") . Arrivo al punto di salvezza, in cui c'è un bel po' di gente , che cerca riparo nell'aria condizionata , giustificando la presenza con l'acquisto del classico duplo preso vicino alla cassa, prima di uscire. quando entro nel supermercato quasi mai ho le idee chiare su cosa acquistare, anzi. Magari le prime 3 cose sì, giusto quelle per il pasto successivo.
Comunque stavolta sono andato presso il banco della salumeria, il mio angolo preferito, e ho notato dolente l'assenza di offerte. Ho chiesto lumi, ma ovviamente vendono insaccati, mica lampadine.
In ogni caso sembra che se ne parli da domani.
"Ma io devo mangiare oggi!" penso tra me e me.
Guardo (sul wall street journal ) la quotazione odierna della bresaola.
Mmm.
Massì, ogni tanto qualche piccolo lusso devi concedertelo.
Vai, signora, almeno 150 gr , ma non esagerare che ho il limite giornaliero sulla carta!

Poi prendo del crudo, che non so vedere mai quale è quello salato quello di montagna quello di mare quello stagionato quello ma che ne so io vorrei solo mangiarmelo, non fare una degustazione.
Dei piccoli panini, uno a pasto, e passo al reparto verdura.
Ho superato la mia allergia alle verdure, che prima mi portava a tirare sempre dritto.
Ho preso delle carote, da mangiare tipo fuori pasto, anche se c'è chi dice che contengono zuccheri, ed allora cacchio tanto vale prendere dei Grisby.
Del resto non credo che le carote facciano bene allo studio, insomma avete mai visto un coniglio laureato?

(sta cagata l'ho messa anche su twitter, ne ero orgoglioso)

comunque ho preso pure dell'insalata del supermercato, che hanno messo a poco prezzo perchè c'è crisi, vediamo se è buona.
Eh, non sono più il vecchio porco di una volta, che solo in casa per due giorni avrebbe comprato roba molto più allettante. Vabbè.
Il succo è che non mi debbo abboffare altrimenti con la panza piena mi viene sonnolenza e non studio bene, visto che fa anche caldo.

Comunque ho speso più o meno dodici euro. vi voglio comunque regalare un'altra delle mie perle per rimorchiare: Stavolta per la categoria delle cassiere.
Ovviamente se siete dei veri uomini quando andate al supermercato l'unico vero criterio per scegliere la cassa non è quello delle persone in fila o del contenuto dei carrelli delle persone in fila, bensì il grado di carineria della commessa.

Premesso questo, per voi uomini liberi senza anello nuziale  ecco cosa dovete fare:

Andate in questo supermercato che non sia l' esselunga portandovi da casa la busta dell'esselunga , che è gialla e si riconosce subito, mentre poi mettete le cose dentro , sorridete e fate una battuta del tipo "mi scusi se ho portato la borsa della concorrenza!"
Ecco, lei vi fa un sorriso e da lì in poi dovete vedervela da soli, con la vostra intraprendenza e prontezza di spirito.

E mica posso dirvi tutto io.

forza ragazzi scapoli e singles , conquistatele tutte!




martedì 3 giugno 2014

poesia - Lei

Ci sono parole nella vita che ricorderai sempre.
Dialoghi durati nella realtà pochi minuti, ma nei tuoi pensieri ore e ore.
Dialoghi che ti eri preparato prima , decidendo di non improvvisare. Cercando di prevedere domande, trovando delle giuste risposte, che possano soddisfare chi ti ascolta e portare, se possibile, il discorso dove vuoi tu.
Momenti di silenzio, imbarazzanti, in cui non sai cosa rispondere.
Sei lì, davanti a lei , e sai che forse è troppo presto. Che non sei pronto.
Vedi i suoi occhi un po' delusi, un po' perplessi, e abbassi un il tuo sguardo, perchè non legga nei tuoi occhi ciò che sai di non sapere.
Quelli che conosci, che erano gia' stati con lei, ti avevano detto che era esigente.

"sono un po' confuso" , provi a giustificarti.

Lei ti guarda , ti dice che si aspettava di più da te, che sente che puoi fare di più.
Che tutti gli altri con cui lei è stata prima, anche considerando solo gli ultimi giorni, erano di un livello superiore.
Che vuole rivederti, ma non subito.
"Magari ci rivediamo tra un mese, che dici?"
E tu allora perdi la dignità , una volta conscio del fatto che non sei disposto ad aspettare.
La guardi, con sguardo supplichevole, e le dici che saresti disposto anche ad accontentarti.
Che ti va bene tutto, tranne che un rifiuto.
Poi alla fine lei ti guarda, sà di averti in pugno. Che pendi dalle sue labbra.
Che ti batte il cuore, ed una sua parola puo' darti la gioia o la perdizione.
E tu sai già che stà pensando al prossimo.
Che lei ha già deciso, e non le farai cambiare idea.







E alla fine ti mette diciotto.





Titolo : L'assistente.

Scusate, stress da studio.

Mancano due settimane ma sembra che il tempo voli.

sabato 24 maggio 2014

Una ventina di cose che un uomo (saggio) non dovrebbe mai dire alla sua donna

1)Se mi ci metto so stirare.
2)Da quando ti conosco non immagini quanto io mi goda il silenzio.
3)I parrucchieri vi fregano i soldi.
4)Lo sapevo che la forma era quella del reggiseno , ma ci sono rimasto male lo stesso
5)I tuoi piatti stanno migliorando, ma non saranno mai all'altezza di quelli di mamma.
6)Vorrei avere anche io una scusa socialmente tollerata per impazzire cinque giorni al mese.
7)Ok per i barattoli di peperoni e i cosi dello smalto , ma almeno le bottiglie d'acqua potresti aprirtele da sola.
8)L'unica cosa che mi trattiene dall'urlare di disperazione quando ti accompagno in un negozio è guardare le commesse.
9)Quando non sei in casa fondo la playstation.
10)Non ho ancora capito che genere di film ti piace.
11)Più che per la semplicità,mi piacciono le donne acqua e sapone perchè arrivano puntuali agli appuntamenti.
12)Ma come pensavi di riuscire a entrare in quel parcheggio, che è al massimo per una smart?
13)Il mio posto nel letto non è sul bordo laterale del materasso.
14)"però, non male la tua amica, eh?"
15)uffaaaa, era meglio se restavamo a casa a vedere la partita
16)Mi fa male la pancia....non è che è stato quello che hai cu...ehm.
17)Dimmi che il parrucchiere non ha ancora buttato i capelli spazzati e puoi farci almeno una extencion
18)Questo la mia ex lo faceva meglio
19)Vabbè essere animalista, ma non credi che almeno gli acari della polvere vanno combattuti?

20)Ripensandoci ti stavano meglio le altre scarpe (ndr una volta chiusa la porta di casa)

venerdì 23 maggio 2014

qualcosa da leggere - Il vostro miglior post

Ultimamente mi capita sempre più spesso di fare una riflessione su quanto sia assurdo l'avere a disposizione internet e l'universo che rappresenta e non avere, nei momenti di tempo libero o di attesa forzata (tipo i viaggi in metropolitana, in coda alla posta o aspettando che lei finisca di prepararsi quando dobbiamo uscire e per chi è stitico c'è anche il momento bagno) qualcosa di veramente interessante da leggere.

E' assurdo perchè c'è tutto , ma proprio tutto, ma nella maggior parte dei casi non è interessante.
di solito la mia selezione standard è la seguente:

- Facebook, a parte l'invasione degli amici grillini e la loro propaganda, solite frasi ad effetto pseudopoetiche prese da qualche pagina scema a caso , niente di veramente simpatico.
- Quotidiani on-line , notizie stringate quasi sempre nulla piu' dei lanci di agenzie, tutte uguali e scritte malissimo o con toni sensazionalistici, più che altro per invogliare il lettore ad entrare nella pagina  ed ottenere il click. Una tristezza assurda.
- Twitter. Oddio le cagate che scrivete su twitter. Sveglia , gente. Vi piace scrivere...usate il blog , non limitatevi a quei caratteri che poi nessuno vi caga e già è wow se un paio vi retwettano. Al massimo usate l'account per pubblicizzare i collegamenti ai vari post del blog.
Ma sinceramente continuo a non apprezzarlo,  non mi ha preso.
Prima o poi mi cancello.
- Pensieriecassate , vediamo se qualcuno ha commentato. E' grande festa se ne trovo un paio, ed è esplosione festiva se non è un lettore che ha sbagliato ed ha commentato due volte (buuu....)
- Il blog di ZeroCalcare   non c'è ancora nulla, o al massimo una storiellina in cui spiega che è troppo indaffarato e non puo' scrivere storie. Vabbè.
del resto non è che uno puo' pretendere un prodotto settimanale di qualita' così, gratis.
- Altri blog di autori di fumetti, quello di Ortolani non è male.
Però poi ok, sempre a parlare delle stesse cose da nerd.
Ed io son pure un (bel ) po' nerd, ma il troppo stroppia.
....

Questo è il problema di internet, o almeno di come lo usiamo (mi ci metto anche io).
tutto tende ad assomigliarsi. Forse perchè nessuno è veramente originale.
Basta pensare a quei tizi che gestiscono le pagine fb, che quando uno crea o copia un aforisma che ottiene un po' di "successo" subito lo copiano e ci mettono il loro nome. Una tristezza unica.
E quanto mi fanno tristezza pure quelli che condividono quelle immani cagate.


E basta.
Mi rimane solo da studiare.

Per chi vuole, linkate il post più bello che secondo voi avete scritto. Così ho un po' di scorte per la metro.

buona giornata

mercoledì 14 maggio 2014

In medio fidus


Ok, ora ho sta fede  al dito.


Si, lo so che c'è qualcosa che non va.
In effetti ho le unghie troppo curate per essere un masculo , ma ogni tanto, mentre dormo , (non è difficile individuare questo momento ed approfittarne) la mia lei armata di non so quale lima provvede a manicurarmi.

Ma forse voi vi riferite al fatto che l'anello si trova al dito sbagliato.
Ok, colpa mia.
L'ho preso un po' troppo grande. Poco poco, questione di millimetri, ma all'anulare mi dava la sensazione di voler finire in ogni tubo di scolo dei lavandini non appena provavo a lavarmi le mani.
La soluzione geniale più immediata è stata quella di trasferirlo al vicino dito, visto che l'utilizzo dell'attack , suggeritomi da Muciacia , sembrava troppo radicale.
Visto che siamo in Italia, tutto ciò che è provvisorio finisce per diventare definitivo.
Mi trovo bene con la mia bella fede al medio.
Ogni tanto la faccio vedere alla mia lei.
Così, per affetto.
Certo, fa un po' strano.
E poi dovrò subirmi gli sguardi incuriositi della gente, e la domanda che credo diverrà ovvia (almeno quanto la risposta) :
"Ma come mai la porti al medio, la fede?"

Che poi un motivo c'è se si porta convenzionalmente all'anulare. Sembra che ci sia una vena che dal cuore arriva all'anulare, allora c'è questo simbolismo.
Vabè, dai, magari quando torno a Milano me la faccio stringere.

Chissà ora col fatto di avere la fede, se le donne mi guarderanno in maniera diversa.
Molte sono attratte dalla fede.
Tipo quella di Uccelli di Rovo.

Eh le donne te le guardano le mani.
Non ho capito se per guardare se hai delle unghie da limare o per vedere se sei impegnato. Io le guardavo subito, quando ero in cerca di ragazza.
Se aveva un anello all'anulare sinistro lasciavo subito stare, che non capivo perchè rischiare di prendere le mazzate da un fidanzato, quando ci sono tante donne senza anello al dito che al massimo ti dicono "no" , senza altri effetti collaterali.

Insomma, la fede è una specie di notifica di proprietà verso terzi interessati.
Molti di voi troveranno aberrante questa definizione, mentre gli altri che non sanno cosa significa questo aggettivo resteranno semplicemente perplessi.

C'è pure chi , sposato, ogni tanto se la toglie, come per illudersi di essere ancora "libero" e va a caccia di patata. Come se non si vedesse la striscetta dell'abbronzatura, o qualunque altro segno, che le donne hanno il radar microscopio per queste cose.
Che poi in alcuni casi facciano finta di non capirlo è un altro discorso.

Cosa altro dire...niente.Solo che non trovo una chiusura brillante per questo post.
Va beh, sarà per il prossimo.

Buon chegiornoèoggi a tutti!


martedì 29 aprile 2014

C'è un detto delle mie parti che recita più o meno "Chi bell' vò parè nu poc adda patì" , che pur non facendo rima ( "nu poc addà patè" non avrebbe avuto senso) puo' essere agevolmente tradotto anche dai trentatre trentini come "chi bello vuole apparire un po' deve patire".

Ieri son andato dal dentista di fiducia. Nel senso che per pagarlo serve una fideiussione bancaria. Per fortuna i miei di trentini (circa) reggono ancora , non ho idea di quando metterò giudizio, quindi alla fine abbiamo fatto solo la pulizia e sbiancatura. Che sarebbe più una cosa per la salute , che per l'immagine , come invece si crede. Perchè facendo grat grat ti toglie quel tartaro che solo a dirlo fa brutto e fa male.... provate a dirlo a voce normale , 3 volte... tartaro tartaro tartaro
sembra che la bocca si stia disgustando , come quando mangio la pasta con le salsicce che fa mio suocero. (e con simili ingredienti è davvero difficile far male, eh)

Insomma ho sempre un po' di paura ad andare dal dentista, temo sempre che mi indichi che stanno tutti per cadere, come in un mio sogno ricorrente che faccio ogni tot di anni, in cui ne cade uno e poi tutti insieme me li trovo in bocca, come caramelle. Mi siedo sulla poltrona che ci mancano solo i lacci ai polsi, apro la bocca... e cerco di immaginare a cosa pensa mentre mi esplora la cavità orale con quegli strumenti di dolore. Solo nei film su youzozz andare dal dentista è una esperienza piacevole: Lui ti fa sedere, poi riceve una telefonata improvvisa, esce dalla stanza e te rimani sotto le attenzioni della sua segretaria o infermiera o assistente, dipende dalla sensibilità dello sceneggiatore.


Una volta steso sul lettino, mentre hai la testa ferma e qualcuno che sta ravanando con le mani nella tua bocca, puoi scegliere se metterti a riflettere sul significato dell'universo , su chi votare alle prossime europee , sulle convocazioni ai mondiali se Balotelli ci va o meno, oppure vivere quei minuti interminabili con terrore. Terrore che improvvisamente il dentista mentre fischietta prende un trapano e trapana, prende una lima e lima, prende una tenaglia estrattrice e.... oooooh fermiamoci qui,eh!


Non puoi nemmeno far conversazione, come usi dal barbiere, un po' per sciogliere l'imbarazzo. Se vuole parla solo lui, altrimenti senti solo il suo bzzzzzzzzzzzzzzzzzz zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz vuuuuuuuuuuuuu zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz e speri che finisca presto.  Poi ti chiedi "Speriamo di avere un alito gradevole oggi" oppure "Quasi quasi gli chiedo come stanno le tonsille".
Poi arriva il momento di risciacquarsi, evvai.
E' andata pure stavolta.

Aspè, dove vai? Ora c'è il bicarbonato.
Altro giro altra ravanata.

"Ora non puoi fumare!"
Mai fatto in 32 anni...chissenefrega.
"E devi aspettare per il caffè..."
Non son un grande fan della caffeina....no problem!
"E devi aspettare almeno tre ore prima di mang...."

"Nooooooooooooooooooooooooooooo!!!!"

Poi alzi il viso , e scopri che la tua lei ti stava osservando. E fotografando.
E chissà cosa altro.
brrrrrr

sabato 26 aprile 2014

Le esperienze fondamentali che una donna deve fare prima di incontrarti

Oggi voglio fare un post sociologicosentimentale.
Let's talk about "donne".

Secondo me prima di poter avere una bella relazione serena con una donna, una storia che potenzialmente possa durare per sempre fino alla morte (e per chi ci crede anche dopo) è necessario che la suddetta fanciulla abbia avuto almeno 2 storie fondamentali:

Prima: La classica storia con quello che poi lei definirà "lo stronzo" , ovvero un tizio che si sa che non andava bene per lei , perchè era un dongiovanni fariniello incapace di legarsi seriamente. Lo sapevano proprio tutti, anche lei, però come al solito le donne hanno quella cosa che sono convinte che ti cambiano - nonostante quello che diceva Mia Martini - e quindi tuttoaposto ci penso io, lo trasformo in un tipo serio tutto casa e figli , che nei film succede spesso. Solo che i film ad un certo punto finiscono con un bacio, e non ci fanno vedere quello che c'è dopo. Secondo me tipo quello di Dirty Dancing dopo un paio di mesi di balli in pista e sulle lenzuola dopo un po' si è rotto le scatole di lei e della sua famiglia, magari ci ha pure provato con la sorella , ed insomma poi si son lasciati. Ne ha trovato un'altra più carina , in qualche locale di salsa il giovedì sera,e che magari sapeva ballare meglio o era più magra e si sollevava più facilmente.

E comunque la donna in questione , dopo esser stata lasciata \ tradita si rende finalmente conto dell'amara realtà , e quindi inizia a postare su facebook tutti stati iracondi verso gli uomini , che sono tutti uguali pensano solo a quello ecc ecc.
Mai più.
Non si innamorerà mai più lei.
col cacchio che qualcuno la ferisce ancora.

E passiamo alla....

Seconda storia fondamentale: In realtà questa storia viene considerata dalla donna come poco rilevante, mentre invece passo testè ad indicarvene l'importanza: La donna con il cuore ferito dopo qualche mese di puntate di Sex and the city ed uscite con le amiche facendo tutta la tipa fashion intervallata da un post a settimana su facebook in cui ricorda con un misto di affetto ad odio il suo ex che posta foto con bonazze che sicuramente saranno delle troiette e piangeranno anche loro tra poco, si sveglia un mattino e mentalmente le cambia qualcosa dentro. Diciamo che vuole rimettersi in gioco, ma a zero rischi.
Quindi prende un tipo che le sta dietro magari da un po', il classico bravo ragazzo , che la fa stare tranquilla.
Mette subito le mani avanti: "andiamoci piano, io sto ancora pensando al mio ex...non sono più capace di amare , mi sento arida (ndr un po' di reviniscenze passate di varie esperienze) stiamo insieme tranquilli, senza pensare a come andrà ecc ecc" il ragazzo dice ok, ma sotto sotto anche lui è convinto che poi alla fine lei si innamorerà lo stesso. Come nei film.
Solo che nei film, come già detto, chiudono il tutto con un bacio ma poi non fanno vedere come finiscono le cose. Qui basterebbe citare una qualunque commedia romantica americana, tanto son tutte uguali.
E dopo un paio di mesi di storia piuttosto piacevole, condita da qualche dietrofront di lei poi annullato, ecco che nella donna matura la decisione: Adesso sto bene, il mio cuore si è riparato, sono un campo di fiori che aspetta solo di essere seminato.
Wow!
...si, ma da qualcun altro.


Ed ecco che la donna ferita e risorta è pronta per amare davvero!

se hai la fortuna di incontrare una donna che ha già fatto queste due esperienze , allora sei a posto.
Puoi iniziare una storia sereno, che se son rose fioriranno.

Ma se lei non si è ancora innamorata , oppure si è innamorata ma sta ancora male, mi spiace ma è meglio che lasci perdere , a meno che tu non voglia essere lo schiacciachiodo che poi si arrugginisce di lacrime.

Quindi, concludendo , cercate di capire se la donna che vi piace è già pronta, altrimenti cercate altrove!



giovedì 24 aprile 2014

La mia più grande figura di cacca ad un appuntamento

Avere un blog puo' avere anche una funzione terapeutica. Raccontare le cose a mo' di sfogo, per liberarsi.
Di solito quando voglio liberarmi , dopo essermi accertato che alle mie spalle non ci sia nessuno , contraggo qualche muscolo e tuttoaposto. Però a volte senti il bisogno pure di liberarti a livello intellettuale,ed appunto ecco queste righe, a memoria cristallizzata di un episodio di ben più di dieci anni fa che mi è tornato in mente ieri sera, mentre ero comodamente a letto. Roba che non ci ripensavo da anni ed anni.

Ok, finita l'introduzione forse eccessivamente prolissa e che comunque non credo abbia creato poi tutta questa suspance, passiamo ai fatti.

Correva l'anno 2000 , anno più anno meno , ed il vostro blogger aveva poco più di diciannove anni.
ora, non pensate ai diciannovenni di oggi , quelli che non sanno dell'esistenza della cinta e che per questo camminano con i jeans tutti giù, che si vede la mutanda. Quelli che non devono sudarsela troppo, visto che le diciannovenni di oggi - almeno a quanto dicono - sono un po' più disponibili di quelle che c'erano ai miei tempi, che poi sei te che mi stai leggendo in questo momento ed hai dai 28 ai 35 anni.
All'epoca non ero un marpione con le donne, certo avevo avuto qualche storia ma continuavo a conservare una certa timidezza verso le esponenti dell'altro sesso, soprattutto nelle prime uscite.
Internet stava appena iniziando ad arrivare prepotentemente nelle nostre vite, facebook non era nemmeno stato concepito dalla mente del tizio a cui poi è stata rubata l'idea , ed in Italia c'erano le famose chat.
Libero, c6 e qualcun altra che sinceramente non ricordo. C'erano le stanze, che detta così sembra quasi un locale ambiguo in cui tu vai e trovi cose strane. In realtà era una semplice distinzione territoriale, di modo che se volevi conoscere qualcuna non aveva senso perdere tempo con una piemontese o una pugliese, se te eri napoletano. Poi c'era pure gente che speranzosa parlava tipo con le siciliane, con la vaga idea di un viaggio in treno, ma non chiedetemi perchè facevano ste cose, mai capito.
comunque era pure divertente, riuscivi a prendere il numero e dopo qualche giorno di sms o al massimo telefonate si organizzava un appuntamento , possibilmente in un luogo pubblico e tranquillo, che le ragazze giustamente erano diffidenti.
Il fatto è che all'epoca le pioniere di questa cosa erano ragazze ...come dire... non sempre molto avvenenti.
Era un po' come il cocomero, che finchè non lo apri non sai mai come è .
C'era un po' di diffidenza verso il conoscere gente in questo modo, ricordo, e "l'essersi conosciuti su internet" era una cosa quasi triste. Però per un ragazzo era divertente, visto che potevi conoscere gente nuova che poi magari non avresti piu' nemmeno rivisto se non si creava affiatamento o simpatia.

tutto questo per dirvi che quella sera tutto mi aspettavo tranne che una biondona con due occhioni azzurri ed un fisico da stangona. Arrivai un po' in anticipo, come mio solito ad ogni appuntamento della mia vita, un po' perchè detesto arrivare in ritardo un po' perchè mi piace quella sensazione di attesa che c'è prima che arrivi una lei. Come quando stavo con una , la andavo a prendere a casa e sentivo i passi di lei che arrivava, da dietro il vicolo , e già mi squaqquariava il cuore,  visto che li avevo riconosciuti.
Robbba romantica, pure.
Ma lasciamo stare e torniamo a quella sera.

"ehm,ciao....piacere!"
"piacere!"

sorride pure. Vabbè mo' chiamerà qualche sua amica , al segnale convenzionale, e dirà che c'è stata una emergenza, che il suo gatto è finito in una scatola di biscotti e non esce più , che sua nonna è risorta, cose di questo tipo. E la saluto dicendole "ma figurati, magari alla prossima!"
Ed invece no.
Vabbè, a sto punto sediamoci da qualche parte e facciamo due chiacchiere.
ora non ricordo chissàcosa della conversazione , che sarà stata pure carina presumo, visto che dopo almeno un'ora questa telefonata non arrivava.
Questa faceva pure la P R , mi sembra di ricordare.
Eh , io che odiavo andare a ballare. La chiacchierata continua, è piacevole, ma senza nessun tipo di interesse superiore. Non credo le piacessi , lei a me forse si ma sinceramente non mi sfiorava nemmeno l'idea che una così all'epoca potesse anche solo essere interessata a muà (eh , a quell'età ero proprio un cojone ," ma buttati casso! al massimo ti fa capire che non è cosa chettefrega" mi direi se potessi tornare indietro nel tempo, come modo generale di approccio alla vita , ma queste son cose che poi alcuni arrivano a capire solo con il tempo e con un po' piu' di sicurezza in sè stessi) e quindi la conversazione restava sui binari di quattro chiacchiere simpatiche e nulla più.
Ad un certo punto le mi fa tipo : "Ci prendiamo un caffè?"
Eh, ok. All'epoca non lo bevevo nemmeno il caffè (veramente anche oggi lo prendo solo a lavoro,se qualche collega propone, non ne sono un amante) ma le dico che l'accompagno con piacere.
Ci mettiamo al bancone di questo bar carino, dove c'era un minimo di musica.
Lei lo ordina , ed a quel punto ecco che mi sale l'idozia.

Non so cosa volessi dimostrare, probabilmente volevo dare l'idea del tipo figo che non si lascia sottomettere dalle donne (io?ahahahahahhahahahaihadifshshahahhehehheheheheehehehehehehehahahahhahahaahhihihihihihehehehehehehehehehuhuhhuuhuhhuuhuhhuhuhuhuehehehehehheehehhaahahahahhaahahahaihihihihihihihhiiheheheheheheheh
ahahahahahhahahahaihadifshshahahhehehheheheheehehehehehehehahahahhahahaahhihihihihihehehehehehehehehehuhuhhuuhuhhuuhuhhuhuhuhuehehehehehheehehhaahahahahhaahahahaihihihihihihihhiiheheheheheh ehm)
forse volevo affermare una personalità che non avevo e chissà che cazzo altro mi passa per la testa , ma inizio a farle un discorso del tipo:

"Sai, a me non piace quando una donna si aspetta che offro, che vuole essere offerta le cose quando si esce..."


.....
........




Davvero, volevo solo fare la parte dell'uomo...boh.... che non è quello che in discoteca offre da bere alle ragazze, così , senza motivo e senza ottenere poi nulla.
Ma poi , ripeto, volevo solo ...boh. forse fare un discorso sulla parità uomo-donna , o forse...boh...
Era per fare colpo, davvero.
Lo so, lo so.
Mamma mia.


che coglione.

Mentre quella sta prendendo un caffè da settantacentesimi , poi. (se già c'era l'euro.Boh.)
a parte che potevo offrirglielo io con piacere, ma almeno avrei potuto stare zitto.
Lei mi guarda con una faccia del tipo "Vabbè , ma chi ha chiesto niente?" , almeno ha questa espressione sul viso per un secondo, poi tutto a posto. Torna normale.

Dopo il caffè finisce la serata , mi saluta cordialmente .
"Ci sentiamo!"
"certo, ciao!"

Ovviamente mai più avuto segni della sua esistenza sul pianeta terra.
Dopo qualche giorno devo averle mandato un sms a cui non ha nemmeno risposto, se ricordo bene.
certo, magari non sarebbe stata cosa lo stesso , però brrrrrrrrrrr  quando ci ho ripensato.

Uff, fatto.
adesso offro sempre , eh!
davvero ;)





martedì 15 aprile 2014

Le scuse che usa la gente per non venire al tuo matrimonio

Quasi sei mesi fa comunicai la tris  lieta novella ad amici e parenti, per fare in modo che chi fosse intenzionato a essere con noi quel giorno , avvisato con tanto anticipo, potesse organizzarsi per bene.
Del resto la scelta di utilizzare il ponte del primo maggio non è stata certo casuale, visto che occorreva fare in modo che gli invitati affrontassero un viaggio in auto di diverse ore.
"Sei mio ospite la sera della cerimonia, devi solo farmi sapere per tempo se ci sarai!"
è stato il messaggio che ho fatto arrivare un po' a tutti, attraverso telefonate, sms seguiti da telefonate, partecipazioni via posta, mammà che ha sentito i parenti.
Ora, il concetto di "per tempo" è molto soggettivo.
C'è un mio cugino, per esempio, invitato mesi fa , che al momento via telefono mi ha detto che sarebbe senz'altro venuto. Che ho poi ricontattato qualche tempo fa per chiedere conferma, ottenendo un si.
Poi ieri gli scrivo su whatsup per un dettaglio sulla camera e mi arriva la risposta:
"Non vengo più, poi ci sentiamo"

Ora, non posso sapere che cacchio gli è successo , quali motivi gli hanno fatto cambiare idea. Forse è un viaggio troppo lungo, ha impegni personali, qualcuno non sta bene, ci sono le cavallette.
Va bene tutto.
Però venirlo a sapere due settimane prima perchè IO (scusate il maiuscolo , è l'impeto dello sfogo ;P ) e perdipiù tramite whatsup e perdipiù dopo che ti ho contattato IO e perdipiù senza manco un formale di circostanza "scusa" o "mi dispiace" mi ha fatto un po' girare le scatole.
Ripeto, non conoscendo il motivo potrebbe anche essere giustificatissimo. Magari non è che abbiamo tutto sto gran rapporto visto che non ci vediamo\sentiamo mai, e devo fare mea culpa visto che obiettivamente non mi faccio mai vivo, ma una risposta così mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Non so, forse penso che io avrei usato toni differenti, avrei chiesto scusa almeno per il fatto di non aver avvertito prima , che ne so.
Che poi è pure una rottura il fatto che devo parlare con quelli delle camere e vedere se ce ne cancellano alcune. All'inizio dopo una prima stima ne prendemmo forse un po' troppe, dando per scontata la partecipazione di persone che poi ci hanno appeso.

In realtà è naturale che non tutti possano\vogliano venire , quindi ho capito che non devo prendermela sul personale. Del resto anche io all'ipotetico matrimonio di alcune delle persone che ho invitato non ci andrei manco morto. Solo che avviserei in tempo, soprattutto sapendo che hanno da organizzare e prenotare.

Un altro mio collega si è rotto la caviglia.
Una scusa sofferta, insomma, non si è limitato a inventarsi un impegno.
Io questo fatto lo apprezzo!

Un altro cugino non ho capito che compito ha ricevuto a lavoro, ma almeno va bene lo capisco pure che altrimenti gli toccava pure venire da solo. Almeno ha usato una forma più cortese, e quindi non c'è nessun problema.

Altri avevano già preso impegni per andare da un'altra parte (ma come, se eri stato avvisato 6 mesi prima?) e ad altri ancora la moglie ha organizzato una cosa diversa. E pure qui va bene, se la tua donna ti comanda ti capisco , credimi. 

Altri ancora sembra quasi che ti facciano un favore, come se dovessi pregarli, insistere.
E meno male che li sto invitando ad una festa, dove si mangia e si balla , mica al mio funerale.
Oddio, qui verrebbe da fare una facile battuta ma mi astengo.

Sapere almeno due settimane prima chi viene è importante perchè così fai i tavoli.
Lo so che vi sembra una cazzata , ma invece è un problema tra gente che non si sopporta, gente che preferirebbe non stare con altra gente, gente che poi il tavolo è troppo piccolo e quell'altro tavolo è troppo grande, gente che vuole per forza stare insieme , gente che questo tavolo è solo per coppie mica ci puoi mettere un single , gente che questo è un tavolo per single che ci metti una coppia con un bambino?

Ecco, la gente con i bambini.
Verrebbe un tavolo con tre coppie e 6 bambini.
A quanto pare è un potenziale problema in quanto i bambini, essenzialmente, rompono un po' le palle a stare seduti a tavola , quindi se ne metti troppi insieme boh fanno come nel film "piccola peste colpisce ancora" o roba del genere, che ne so.
Poi ci sono i perfetti sconosciuti, che non conoscono quasi nessun altro e non sai vicino a chi farli sedere. Devi fare un po' tipo agenzia matrimoniale e capire le possibili affinità.
Ci sono quelli che nessuno ci vuole stare vicino ma qualcuno deve sopportarseli, e quasi quasi li metto al tavolo con il fotografo ed il dj.
Anzi, quasi quasi ci mettiamo noi al tavolo con il fotografo , il dj , il prete , mio nipote piccolo che ha appena imparato a camminare però speriamo che riesca a portare le fedi dal punto A al punto B senza mangiarsele o buttarle in aria , e mammà. 

Scusate lo sfogo, ma è socialmente accettato sclerare durante l'organizzazione di un matrimonio.
In piu' io devo anche sopportare gli sfoghi della mia lei , quindi ho lo stress doppio.

Ma dico io, una che si porta 3 bambini a che tavolo la metto???
Ma si puo' andare ad un matrimonio con 3 bambini??
Uhm , mi sa che tocca prendere pure una animatrice brasiliana.


sabato 12 aprile 2014

terzo atto - la festa è finita

Qui la seconda parte del racconto


Scendo le scale , evitando con un sorriso imbarazzato un paio di cosce da favola, lunghe almeno due metri, che provano a bloccarmi.  Finisco nella sala principale. Una bionda vestita da infermiera si avvolge al palo al centro, sotto gli sguardi ammaliati    arrapati di centinaia di giovanottoni , che improvvisamente si sentono male e necessitano di essere  soccorsi. Ho fatto appena in tempo a notare la divisa, visto che dopo un paio di secondi la stessa  finisce a terra, mostrando l'ennesimo corpo wow della serata.
Ad un tratto mi volto e vedo un sedere che mi suonava familiare. Sono due colline scure avvolte in un perizoma bianco... Ma certo, era uno di quelli che erano poggiati di sopra sugli sgabelli al bancone!
I miei occhi si trattengono sul bersaglio quel secondo di troppo da lasciare che lei se ne accorga, avvicinandosi. Mi sorride , salutandomi in inglese.
Ormai replico direttamente con un "ciao" , tanto capiscono.
E lei mi spiazza.
"Oh, ma sei italiano?Anche io vivo in Italia!"
...
Oh cazzo questa parla la mia lingua.
Ma che fa, lavora all'estero il fine settimana? Dopo la fuga di cervelli all'estero, adesso abbiamo la fuga dei sederi? Perchè la qualità deve sempre emigrare?

Mi dice il suo nome, che sinceramente non ricordo. Già non ricordo mai i nomi quando la gente mi si presenta in situazioni normali, figuriamoci se me lo dicono con una scollatura da capogiro a pochi centimetri.
Per non parlare di quello che c'era dietro.

Metto subito le mani avanti.
No, non nel senso che vorrei, intendo dire che le dico che devo sposarmi.
La sua risposta è immediata, si vede che ne ha conosciuti diversi di futuri sposi.
"eh, ma devi prendere un impegno più avanti, mica adesso..."
Ehm.
non è proprio così, baby.
Cerco di mantenere un minimo di distanze, qua si prendono il dito con tutta la mano, ed io devo rendere conto ad una persona, devo poterla guardare negli occhi quando torno.
Mentre le dico gentilmente che no, non è cosa, si avvicina anche una bionda. Era tipo una sua amica.
Oddio, mi viene in mente una canzone di Renato Zero. Quanti brutti pensieri.

Proprio mentre la sto per salutare , ecco che mi si avvicina all'orecchio e mi sussurra : "Dai, ti porto dove dico io... per X corone (e chi si ricorda quanto?) ti fffottto e te lo ssuucchio!"
E me lo dice sorridendo, come se fosse una fruttivendola che mi vuole vendere delle arance.

La guardo.
La riguardo.
Ma cosa mi aspettavo in questo posto? Un corteggiamento raffinato, qualcosa del tipo:
"Ciao...ti sto guardando da quando sei sceso dalle scale. So che non mi conosci, che pensi che io sia pazza, ma tu.... il tuo petto possente, il tuo sorriso...insomma è stato un colpo di fulmine!"
"Ascolti, sono lusingato, ma purtroppo sono gia' promesso ad un'altra..."
"Che donna fortunata..."
"Eh, già. però ci tengo a dirle che in condizioni normali non avrei mai rifiutato la sua conoscenza, lei è molto affascinante!"
"Tu mi lusinghi!"
"Sarebbe proprio inutile insistere?"
"purtroppo si. Posso vantarmene con i miei amici?"
"Certo, fai pure.Non fermo certo tutti quelli che passano."
"allora buona serata"
" a lei!"

E invece niente, anche lei allunga la manina per la tastata di verifica-pacco.
Due volte in una sera da due donne diverse è un record per me.
La saluto, stavolta definitivamente, e me ne vado a cercare i miei amici.
Chissà in che condizioni li troverò, avranno anche loro resistito alle sirene del posto? E se me li ritrovo nudi e ammanettati a qualche palo?
ne trovo un paio in una saletta un po' piu' piccola, in cui c'è un palco piccolo ma lungo, con due pali.
Si stanno esibendo due ragazze. Sono ballerine.
Lo dico perchè, a quanto ho capito, qui ci sono quelle che la danno e quelle che te la fanno solo annusare.
Le ballerine appartengono a quest'ultima categoria.
sono liberi alcuni sgabelli sotto al palco, li occupiamo.
Ecco, finalmente un po' di relax. Un metro sopra di me una stupenda fanciulla volteggia e danza. di solito quando mi capita di vedere le ballerine di Amici cambio subito canale, stavolta insieme sono molto piu' interessato. Mi sento come in quei film americani, in cui la gente parla seduta mentre guarda questa che si esibisce. Mi mancava solo il whisky.
Ad un certo punto finisce la canzone e l'esibizione, ed arriva LEI.
Mammamia.
Avrà intorno ai 25 anni , è castana con gli occhi chiari. Indossa un vestito colorato. E' leggermente truccata, forse un po' troppo. Nel senso che acqua e sapone sarebbe ancora meglio. Vabbe' so gusti.
Inizia a ballare e d'un tratto tutti gli occhi sono su di lei.
Roba che l'altra ballerina, che pure era un femminone esaggerato, c'era rimasta male perchè nessuno se la filava. La divina si muove attorno al palo e i maschi presenti in sala seguono ogni suo movimento con lo sguardo. Il vestito vola subito via. Ad un certo punto mi viene lo sfizio di mettere una banconota da qualche parte , come appunto fanno nei film. Mammamia che trasgressione , eh?
Ok, quanto prendo? Sopra i venti euro non esiste , mo' non esageriamo. Con le corone non mi fido, magari è troppo o è troppo poco, non ho ancora capito.
ora non è il momento di mettersi a fare i conti per il cambio. C'è una cinque euro che sembra essere lì apposta. Lo faccio, ho deciso.
...
Pero' come si fa? Cioè , la chiami o le fai segno?
alla fine la guardo e lei nota che ho la banconota piegata nella mano,in vista.
Mi si avvicina sorridendo.
Non ho tanta scelta su dove infilarla, visto che è rimasto solo lo slip.
Ovviamente, visto che sono un signore, mi limito ad infilarla sulla cordicina o come si chiama, di lato.
Lei mi sorride, mi si avvicina e mi da un bacio.
Sulla guancia.
poi mi dice all'orecchio "Thank youuuu!"
Resto lì come un ebete.
Mi avvicino al suo orecchio, non sapendo cosa dire di appropriato.
Avrei potuto dire qualcosa tipo "You are a great dancer!" , che è un complimento che magari non le fanno in molti . qui saranno piu' pratici. Una cosa del genere secondo me le avrebbe fatto piacere.
Avrei potuto essere un po' banalotto e dirle "you are very beautiful!"
tutto , ma non quello che le ho detto:

"You welcome!"

Hai visto, so l'inglese?
...
bah.

Vabè lo spettacolo finisce , partono gli applausi di tutti i presenti.
Ci guardiamo in faccia tra di noi, diamo un'occhiata all'orologio.
E' ora di andare. Ci avviamo verso l'uscita , che tanto mentre ci avviamo, tra una sosta e l'altra passerà almeno mezz'ora. Tra una bruna tutta come mamma l'ha fatta seduta su di un tavolino che mostra le sue pudenda ad una congregazione di ginecologi seduti tutt'intorno alle sue gambe aperte ed una riccia che mmm è riccia anche lì,
arriviamo al guardaroba , prendiamo i cappotti e partono i commenti di rito.

Non fa freddo, per strada ci si avvicina un nuomo di colore.
E' davvero tardi, la strada è deserta. Lui ha le mani in tasca. Potrebbe impugnare una qualsiasi arma.
Ci fissa , ci punta.
Sta venendo proprio verso di noi.
Estrae le mani dal giubbino, e ci porge un depliant.
E' il nostro amico "freeeeeeboc**ino!!!" che ci propone per l'ennesima volta di entrare nel locale che diceva lui, dove sembra ti accolgano con generosità. Lo salutiamo sorridendo , ma rifiutando l'offerta - spero se ne farà una ragione -e ci avviamo verso la fermata del tram.
C'è la luna, domani potrebbe essere una bella giornata.
Come bilancio della serata ho in attivo due palpate ricevute ed un bacio da una superfiga.
E posso tornare a casa senza sentirmi troppo in colpa, soprattutto.

E , credetemi, in un momento di follia devo aver pensato qualcosa del tipo "non voglio piu' vedere patata per un bel po'!"





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mercoledì 9 aprile 2014

Racconto - una notte da cojoni (seconda parte)

Qui trovate la prima parte della storia


Il tizio paisà ci accompagna a fare questo giro di prova, per vedere se ci piace il posto.
 Dopo aver percorso appena una ventina di passi e visto una dozzina di chiappette dure come il marmo , avevamo già deciso di restare. Alla seconda sala almeno la metà di noi aveva deciso di spostare lì la propria residenza. Non semplicemente a Praga, intendo proprio in questo edificio.
Il giro, per forza di cose, subisce dei rallentamenti, in quanto ogni tanto qualcuno di noi resta intrappolato dalle mani di qualche sirena in lingerie.
Ogni tanto il cammino viene intralciato da una gamba tesa , a mo' di passaggio a livello, che spunta improvvisamente. ti volti, e una biondona sorridente , seduta su di uno sgabello adiacente al muro, ti guarda maliziosa. Ricambi il sorriso, non sapendo che altro fare, e ti allontani un po' imbarazzato, che non sei abituato a ste cose.

Qua tocca restare uniti, o perdiamo qualcuno per strada.
Alla fine siamo di nuovo all'ingresso. ci contiamo, per sicurezza. Ok, ci siam ancora tutti. La risposta alla domanda "Allora, entriamo?" non potrebbe essere più scontata.
Il nostro Virgilio ci saluta, augurandoci buon divertimento. Altri italiani in cerca di divertitette lo attendono.
Versiamo il nostro obolo, che prevede solo l'entrata , e ripercorriamo il percorso fatto una decina di minuti prima, ma stavolta con più calma.
Bel locale vivo, pieno di gente. La proporzione tra uomini è donne è perfetta, nel senso che siamo 50:50.
Ragazze di tutti i tipi sono ferme , in piedi, ad ogni angolo. Vestite con il minimo necessario , sembrano uscite dalla pubblicità dell'intimo femminile. Non ce ne è una che , in una scala ideale topografica da 1 a 10 , sarebbe da valutare con 6. Almeno discreto per tutte.
 L'età media credo si aggiri intorno ai 26\27 anni , poi ce ne sono alcune di pochi anni più piccole ed altre più navigate , ma niente milfone , credo si arrivi al massimo ai 35.
C'è una sala principale con un palco bello grande, con uno di quei pali in cui gli uomini che credono nella reincarnazione vorrebbero vivere la prossima vita.
Non ero mai stato in un posto del genere, però era proprio come me lo aspettavo.
Le ballerine si davano il cambio dopo circa una decina di minuti, terminata la loro esibizione. raccoglievano oltre che qualche applauso anche i pochi indumenti costituenti il costume , che di volta in volta era quello di una infermiera o di qualche altro classicone del genere , e lasciavano spazio alla prossima. Il tutto senza sosta, nessuna interruzione. La voce del dj  presentava il femminone che stava per esibirsi , sotto gli occhi di centinaia di ragazzotti arrapati ed ubriachi , ma per nulla molesti. Del resto , la stazza e le facce del personale della security bastavano a placare ogni istinto a comportarsi male , tale da rendere un suicidio qualunque tipo di atteggiamento fuori dalle righe. E tenete presente che le righe erano molto larghe, davvero.
Sotto al palco i tavolini erano pieni di uomini più o meno intorno alla trentina, evidentemente turisti , ed ogni tanto passava una tizia con il panno a raccogliere la bava da terra.

Ci mettiamo in un angolo un po' tranquillo a commentare un po' la fauna locale ( " hai visto quella ? " "nooo , è quell'altra??" "Maròòò che cul'!" ) insomma, frasi di circostanza.
Ci si avvicina l'unica ragazza che indossava una maglietta , per chiederci se volessimo ordinare qualcosa.
Le diciamo in inglese qualcosa tipo "no,grazie, magari dopo". Veramente "magari" non sappiam come si dice, però è lo stesso visto che la tizia sembra non capire e torna dopo due minuti , come per farci capire che dovevamo ordinare qualcosa se volevamo stare lì.
un po' per togliercela di torno, un po' per voglia, alla fine prendiamo delle birre.

Ci mettiamo fermi in un punto, a goderci lo spettacolo.
C'è talmente tanto da vedere che i tuoi occhi hanno l'imbarazzo della scelta. In alcuni angoli ci sono dei minipalchi su cui si esibiscono delle ragazze che mentre ballano sembra ti chiamino con lo sguardo.
In realtà successivamente avrei capito che era proprio così, era una specie di "vetrina" per mettersi in mostra.
Sugli sgabelli del bancone del bar, alle nostre spalle, quattro ragazze stanno bevendosi qualcosa chiacchierando con la barista, concedendo alla nostra vista tutta la collezione perizoma inverno 2014.


Ad un certo punto iniziamo ad essere oggetto delle attenzioni delle donne del posto.
Si avvicina una tizia sulla 35ina, una terza coppa c.
Ha i capelli neri come il completo che indossa, e ci arrivano prima le sue collinette che lei.
"Hy!"
"Ehm...Hy!"
Ci chiede da dove vediamo, poi lo capisce subito da sola.
"Aaah , italiani! Bene! "
A quanto ho capito se non hai seguito un corso di italiano base qui il curriculum è inutile che lo presenti.
Ci dice come si chiama, fa un po' la gattona. Ora, sta tizia non era manco male, però credetemi se vi dico era pieno di ragazze più affascinanti, sensuali , bbbone.
Quando un mio amico le fa sapere che siamo qui per il mio addio al celibato , ecco che leggo nei suoi occhi l'espressione di chi ha fiutato la preda. Sa che se conquista me è fatta.
Mi si avvicina, dicendo qualcosa tipo "aah, tu sposo... festa, bravo!"
Eh, già.
Si offre di allietarci la serata con una specie di ballo privato, tipo lei sul tavolino a ballare e noi ad osservarla. Mi sembra di capire che qualcosa poi sarebbe stato concesso anche al tatto , ma non era il caso di approfondire che poi poteva pensare che ci fosse trippa per gatti e non mi andava nemmeno di farle perdere tempo.Ci guardiamo un attimo, decliniamo gentilmente l'offerta. Del resto, come ho già detto, se proprio uno avesse voluto, al massimo avremmo scelto noi la più dea del locale , e non la prima che capitava.
Lei inizia a farsi un po' più insistente.
continuo a ringraziarla,ma no, davvero. Eh, l'uomo deve farsi pregare.

Mi sussurra qualcosa all'orecchio, qualcosa del tipo "con xxx corone (moneta locale) ti prendo, ti faccio, te lo faccio e lo rifaccio" ( un po' edulcorata come traduzione)
Resto un attimo interdetto, una avances così esplicita non mi era mai capitata. Ma sarebbe stata niente rispetto a quello che mi sarebbe capitato da lì a mezz'ora dopo.
Poi le dico un "no" più deciso , stava quasi per diventare una cosa del tipo "e dai, togliti dai cojoni..." , fino a quando lei prende e tasta il pacco.
Una cosa velocissima, repentina ,il tutto sarà durato un paio di secondi.
Poi ho capito che era , più che per arraparmi, per vedere se ero arrapato.
Non sai come reagire ad una cosa del genere , soprattutto perchè non te l'aspetti.
La saluto per l'ultima volta, stavolta con un tono che non ammette repliche, e finalmente si allontana. L'avrei rivista , dopo una ventina di minuti, seduta in braccio ad un tizio che le faceva la mammografia.



- fine seconda parte - la prossima è il gran finale (se volete)














domenica 6 aprile 2014

Racconto - Addio al celibato praghese

Erano da poco passate le ventidue, ve lo posso dire con certezza visto che un paio di minuti prima avevamo visto, per la terza volta in un giorno , il meccanismo del famoso orologio, nella piazza principale della città. Per quanto lo stesso ci avesse - francamente - un po' deluso , ogni volta che ci trovavamo a passare nei dintorni quando mancava poco all'ora esatta continuavamo ad appostarci con altre decine di turisti sotto alla torre. Del resto è vero che la città è piccola e la giri tutta in due giorni.
Con gli stomaci pieni di birra e di stinco di maiale , del prosciutto tipico della zona e di qualche dolce con il nome irriproducibile , avevamo finalmente iniziato a scoprire la vera Praga, quella per cui ogni anno milioni di turisti smuovono le loro chiappe nel fine settimana e vengono a visitare quella che altrimenti sarebbe considerata solo una città molto bella, anche se piccola. Una città per coppie.
Tipo Vienna, và.
Sto parlando di ciò che muove davvero l'economia del posto, ovvero la patata.
Camminiamo per piazza San Venceslao , che in realtà sembra più una via, visto che è lunga e larga, ma visto che a loro piace considerarla una piazza chi sono io, turista, per contraddirli a casa loro?
E' una serata non troppo fredda, le strade sono meno affollate di quello che credevo, per essere un venerdì.
Ogni tanto vediamo qualche gruppetto di turisti, visibilmente ubriachi , camminare con fare incerto e parlare con un tono alticcio, che sembra quasi minaccioso. Del tipo che potrebbero improvvisamente decidere di organizzare una rissa contro 5 italiani, giusto per smaltire un po' di birra (o altro).
Ovviamente sono solo mie paure, purtroppo quando uno è un po' ansioso non lascia certo questi timori a casa , ma se li porta dietro. Così come sembrano minacciosi questi tizi, presenti ad ogni via che incrocia la piazza, che tecnicamente svolgono la semplice funzione di buttadentro.
Ce ne sono in tutto il mondo, di solito li trovi fuori ad un ristorante che ti chiedono se vuoi entrare o fare l'aperitivo. Solo che qui il prodotto che offrono è un po' diverso , ed i loro modi non sono tanto formali.
Organizzati quasi militarmente, tanto da trovarne uno circa ogni dieci metri , puntano la comitiva di turisti e si avvicinano come fossero degli spacciatori di chissà quale sostanza.
ti salutano in inglese, fino a quando non capiscono da dove vieni.
Quando ci sentono parlare capiscono subito che siamo italiani , e partono con il "cccciaooo amico!".
Ci manca solo che si mettano a suonare il mandolino.
Vista la costante offerta di "clientela" italiana, a quanto pare sembra essere condizione necessaria per essere assunti la conoscenza almeno basilare della lingua del bel paese.
O almeno di una decina di termini professionali.
"Free Bocch*no!"
"Vuò  c**avare?"

Lo urlano proprio ad alta voce, senza ritegno. Sorridendo, come a dirci "eh , belli puorchi!"
Gli rispondiamo di no, li ringraziamo pure, che magari si incazzano.
Ci spiegano poi che se uno vuole puo' anche solo vedersi gli spettacoli, bersi una birra.
Anzi minimo tre. A quanto pare c'è una specie di cartello, visto che il prezzo (in corone) è un po' lo stesso ovunque. E la consumazione (di bibite intendo) è compresa nel prezzo.
Ci consultiamo un po', chiedendo tempo.
Al limite passiamo dopo , ok?

Il fatto è che non siamo venuti qui per andare a donnine. cioè , una capatina nei locali di strip era in programma , altrimenti perchè venire fin qui?
del resto in una occasione come un addio al celibato è persino socialmente accettato.
quelle cose che puoi fare, come le femmine che l'otto marzo saltellano sbavando dietro un tizio oleoso e un po' palestrato. Però siam tutti impegnati , oltre al fatto che non pagheremmo mai una donna.
chiarito questo, due tettine ben fatte (o rifatte) si possono pure vedere, però.
solo che qui bisogna fare attenzione a non finire male, visto che le facce dei tizi non sono tanto raccomandabili , e siamo in territorio straniero. Magari finisci nei guai, e la farnesina non è che sia proprio una potenza nel riportarti a casa.
Ovviamente questi sono altri miei deliri ansiogeni, eh.
Alla fine decidiamo di andare nel locale più famoso, o almeno il più pubblicizzato. sulla locandina (almeno una delle almeno venti che ci sono state distribuite ad ogni ora) c'è scritto che ci sarebbero almeno un centinaio di ragazze. Dalle foto sembrano pure tutte wow.
Ora, uno conosce i meccanismi della pubblicità. Un po' come i panini di mc donald , che in foto sembrano enormi ed invece poi due morsi ed è tutto finito.

Mentre ci incamminiamo veniamo fermati da un altro tizio, che ci invita ad entrare nel club lì vicino.
ci dice che possiamo anche solo entrare, vedere se ci piace il posto, e poi decidere se rimanere o no.
Un po' sospettosi - che ne sai metti che ti sequestrano? - alla fine decidiamo di fidarci.
Lui ci "consegna" al tizio all'entrata, un omone di quelli che se ti urta per strada e sei ancora vivo gli chiedi te scusa.
Scendiamo le scale e ci troviamo in questa triste sala, con le luci al neon i divanetti e le poltroncine accanto allo spazio con i pali, dove si esibiscono le ragazze.
Solo che la musica è moscia, dentro c'erano una ventina di ragazze, pure meritevoli , per carità, ma poca gente. Insomma era un mortorio. Nessuna ballava, sembrava stessero parlando tra loro di quello che devono cucinare domani a pranzo.
Pochi clienti, atmosfera desolante. Dopo una veloce fugace occhiata, abbiamo l'ardire di ringraziare ed allontanarci. tutto ok, ci lasciano andare via.
niente sequestro.
Uff.

Dentro ovviamente non avevamo parlato tra di noi, ma ora , per strada, iniziamo a commentare e ci troviamo tutti d'accordo sulla tristezza di quel posto. Sperando che non fossero tutti così squallidi , ci incamminiamo verso questo posto superwow , almeno in base a quello che dice il depliant.
durante il tragitto, dopo aver declinato le offerte gentili ("free bocc***o" è tornato, non ci ha riconosciuti)
veniamo fermati dal buttadentro del locale che cercavamo. ci spiega un po' come funziona, ci sente parlottare a capisce di aver quagliato.
"ok, andiamo!" gli diciamo.
camminiamo al suo fianco, anzi lui leggermente avanti, e nessuno più ci infastidisce. Siamo già "prede" di uno. Valeva la pena dirgli di si anche solo per questo.
per strada si incontrano anche delle prostitute ("Italiani?Vieni quiii" ... oddio , ma a che tipo di connazionali sono abituati qui?) che non credevo di incontrare. E' un po' come mettersi con un chiosco abusivo in una zona di ristoranti.
Il nostro Caronte cammina aumentando il passo. Ormai non ci dice più nulla, non deve fare il simpatico, ha fatto il suo. Nemmeno il tempo di pensare che "ora ci porta nel vicolo e poi caccia fuori un coltello" , che ci passa ad un altro tizio. Italiano. Pure simpatico.
"Ciao ragazzi!" e ci dice il suo nome, che non ricordo.
ci spiega un po' come funziona all'interno, stesso meccanismo di prima. giro, se ci piace ci fermiamo, altrimenti amici come prima.
Sembra un bravo ragazzo, parla chiaro. Ha capito che siamo qui solo per divertirci, senza eccessi o altro.
Ha la nostra fiducia, entriamo sereni. Ci dice che è il locale più famoso, quello più affollato, con le ragazze migliori ecc ecc.
E' un po' quello che dicevano tutti, ognuno porta l'acqua al suo mulino, ovviamente.
Ma stavolta aveva ragione.
quanto aveva ragione.






-fine prima parte-





sabato 5 aprile 2014

aggiornamenti sullo stato del matrimonio work in progress

E' stupefacente come se inizi a fare le cose molto tempo prima poi finisce che riesci in tempo a finire.
forse dovrei applicare questa teoria anche agli esami universitari. 
Almeno una volta, così per vedere che effetto fa arrivare sereno ad un appello.

comunque , a mo' anche di promemoria personale, ecco le cose fatte\ da fare :

- trovare moglie   (fatto)
-trovare un anello che così lei dimostra alle sue amiche incredule che ha trovato un pazzo  (fatto)
- consegnarle l'anello, cercando di fare in modo che sia una occasione un po' speciale (fatto)
(nrd per essere originale avevo pensato di simulare un tremendo mal di pancia, poi andare finalmente in bagno e dirle "amo' , guarda cosa ho cacciato!" e mettere il luccichìo tra le valli marroni, ma poi alla fine ho desistito ed ho optato per una cosa più classica. Comunque potete rubarmi tranquillamente l'idea , basta che poi dopo la consegna citate la fonte alla vostra donna)
-adempimenti burocratici tra prete, comune , corsi , ricorsi , carte bollate (fatto) detta così sembra una cosa tremenda e scoraggiante, ma non è vero
- ristorante (è stata la prima cosa, tutto ok)
- dj che metta musica in sala (fatto, anche se dobbiamo ancora fare due chiacchiere sul tipo di musica)
- fotografo (fatto, all'inizio ero contrarissimo. Poi ne ho trovato uno ad un prezzo accettabile e mi son convinto.)
- vestito (fatto! Ho dovuto girare almeno 7\8 esercizi, scampare ad almeno 2 tentativi di truffa, ma ce l'ho fatta. compreso scarpe panciotto ecc ecc)
-viaggio di nozze (fatto!)
-partecipazioni (fatte, e molte anche solo per telefono. Del resto non possono dire di non esser stati invitati)
-Camere per gli ospiti la sera della cerimonia (fatto)
- Bomboniere (eh no, non ancora. Penso faremo le solidali, dobbiamo scegliere l'associazione giusta, ma ne abbiamo gia' in mente una.)
- confetti (ancora non ci siamo interessati)
- Tavoli ecc (siamo in attesa di vedere quanti ci daranno buca last minute)
-Prete (trovato, conosciuto, fatta una abbondante cena insieme. E' pure simpatico, meglio così)
- Fiori (la fioraia del paese è stata la vera svolta. con le sue conoscenze ha risolto tutti i nostri problemi. all'inizio non volevo sti fiori, ma vabbe se li merita.
- gente che canta in chiesa (oh cacchio. qui dobbiamo vedere un po'. Questi vogliono un sacco di soldi, in proporzione al servizio che ti offrono)

Ora , come detto, posso rilassarmi .
attendere man mano lo stillicidio di invitati che avranno problemi all'ultimo (e va bene, uno capisce. Però puoi anche dirmelo subito se hai problemi a venire o è troppo uno sbattimento) 

ultimo mese di libertà.
....
.......
vabbè, alla fine, sinceramente, devo dirmi che non mi sembra cambierà molto.
forse è perchè già si convive.

ah, si, devo fare un mesetto di sacrificio per stare bene nel vestito.
Maledetto convenzionalismo sociale conformisticamente parlando.
uffaaaaaaaaaaaaaaaaa




sabato 29 marzo 2014

quando lei torna a casa


Ogni tanto , un po' per motivi di lavoro , un po' per motivi personali, la mia lei si sciacqua dai co   va via per qualche giorno, ed io sono il padrone della casa.
Feste, festini fino a tardi, baldoria , amici che entrano ed escono , vicini che si lamentano , donne ubriache sul divano che la mattina devi svegliarle te, musica ad alto volume per tutte la notte.

Tutte le cose che ho elencato sono quelle che lei sa benissimo non succederebbero mai, e quindi parte tranquilla.

Al massimo sporco un po' la casa.
Un bel po', ad essere sinceri.
diciamo che quando non c'è lei si porta dietro anche l'ordine ed il minimo di disciplina con le quali mi ha addestrato in questi anni.

Non vi posto una foto dell'accam  della casa per pudore.
Però dovete sapere che , sotto sotto , le pulizie adrenalitiche (come le chiamo io) mi piacciono.
Ho X ore di tempo per pulire tutto, prima che arrivi Horatio Caine e dalle traccie che ho lasciato in giro ricostruisca i giorni di perdizione a cui ho dato luogo.

Se proprio avessi una amante , son certo che mi farei sgamare subito portandola a casa.
Mi tradirebbe qualunque tipo di residuo di qualunque cosa.
sarei capace di lasciare il rossetto sui bicchieri ( "ma no, cara, è che lunedì mi sentivo un po' donna")
oppure 3 cartoni della pizza in giro ( Due non sono sufficienti ad incriminarmi, visto che sarebbe la mia quantità normale di assunzione)

Ma per fortuna di tutti , io ste cose non le faccio!
Però sporco un po'.

Ed adesso ci son dei piatti , pentole e qualunque altra stoviglia che non si puliranno certo da sole.
Il bagno è un po' in disordine, nel tempo stimato di 3 ore dovrei riuscire a fare tutto.
E poi c'è il salotto, dove mi sono steso un po' ovunque.
E la roba sul tavolo, che è diventato un posa oggetti.

Di solito mi piace mettere youtube , e con il sottofondo di canzoni italiane che canto come se fossi sotto la doccia , inizio a fare Cenerentola.

ora vi lascio, inizia la battaglia contro il tempo e il disordine.

vi auguro buon fine settimana

Inizio con il primo video , "I' am walking on the sunshine " di Katrina e le sue amiche , penso, visto che mi da la carica .

anzi la passo anche a voi ! (mi spiace di solito non metto video , visto che rendono più pesante l'apertura della pagina per chi come me ha un telefono un po' lento)



Pulitamente vostro
Gegge.

lunedì 24 marzo 2014

Un giorno di (stra) ordinaria stitichezza

Di certe cose tocca parlare.
far cadere il (doppio) velo che nasconde tabù duri da mandar giù.
durissimi, era proprio questo il problema.
Ma andiamo per ordine.

Mai avuto problemi in vita mia a fare plaf plaf.
Davvero, sempre funzionato tutto che era un piacere. Quasi sempre alla stessa ora, più volte al giorno, nemmeno il tempo di sedersi che - pic - già fatto?

E' per questo che , come per chi non ha mai provato qualcosa, non ero in grado di capire le lamentele di chi aveva problemi a fare la pupù.
Da piccolo non mi spiegavo il fatto che alcuni parenti o amici passassero molti più minuti di me in bagno, era qualcosa di intollerabile. "Io ci metto tre minuti al massimo" , pensavo, battendo con il pugno la porta nella vana speranza che mi facessero entrare.
qualche anno dopo anche io ho iniziato a passare un po' più di tempo nel bagno, ma per altri motivi.
E quasi mai, visto che avevo la fortuna di avere una stanza solo mia.

Con gli anni vedevo queste pubblicità della magnesia, dello yogurt miracoloso , delle donne che non si sentono bene e si toccano la pancia e non escono e vogliono restare a casa, fino a quando non arriva l'amica pusher che gli somministra il prodotto e poi la tizia tutta sorridente si veste come una zoccola e va a ballare.

Vedevo e non capivo.
Un po' come per gli assorbenti o tutte le cose legate ai dolori mestruali.
So che esistono, ma non mi riguardano.

Poi, all'improvviso, qualche giorno fa , l'amara rivelazione.
Ero in viaggio, fuori Italia, con alcuni amici.
Il primo giorno ci eravamo andati giù un po' pesanti con le specialità del posto (carne, affettati e roba del genere) in più mi ero dato pure un po' all'alcol , con almeno 2 birre, che per me sono più o meno la quantità annua.
Il giorno dopo mi sveglio presto per fare la colazione nell'albergo, che altrimenti arrivano gli anziani che con la scusa che devono vedere la città si prendono tutte le cose migliori, ed indeciso se andare di dolce o salato decido di non far torto a nessuna parte della mia lingua (la sapete sta cosa che ogni punto della lingua percepisce un singolo tipo di gusto? Non lo so se è vero, se lo trovo ve lo posto, così facciamo pure un po' cultura)
Insomma, torno su in camera che sono le dieci a.m. ed ho già mangiato per tutto il giorno.
Sento lo stimolo, quasi subito, ma aspetto un po' visto che il bagno era occupato da un mio amico.
E vabbè.
Dopo circa un quarto d'ora è il mio turno. Mi siedo, come migliaia di altre volte nella mia vita, strappo preventivamente la carta igienica, come faccio sempre. Attendo.
...
......

Insomma? allora? vogliamo far lavorare la forza di gravità, che ho da fare?
.....
il mio intestino dice qualcosa del tipo
"Eh, ma io il mio l'ho fatto!"
comincio un po' a sudare.
Mi fa male la pancia, sento lo stimolo ma...non esce.
Mai capitato.
Ed ora?

devo mangiarmi uno jogurt?
Che fa, effetto istantaneo?


...povero illuso.
era solo l'inizio della mia giornata che definirei di merda, se solo ne avessi visto anche un cm.
gli amici mi chiedono cos'ho, gli rispondo sinceramente.

"Ah."
"Ed ora?"

"Eh boh..vabbè ragazzi cominciate ad uscire, poi faccio e vi raggiungo!"
"Ma sicuro?" mi chiedono, sperando che la risposta sia affermativa.
"Andate pure, dai!" li esonero dall'aspettarmi.
"A dopo!" ci diciamo , io illuso , loro dubbiosi.

Ok, sono solo in camera con il mio mal di pansa , ed un alien dentro che non vuole uscire.
vi chiederete perchè non sono uscito, che magari andavo in qualche bar.
Non avete capito come stavo. Non potevo camminare serenamente , ogni tanto mi venivano delle fitte, attacchi forti , che sembrava che stessi li lì per... ed invece no.

Bene, che si fa in questi casi?
Mi stendo un po' sul letto, provando a rilassarmi.
poi arriva la paranoia , l'ineluttabilità del destino: Da adesso in poi sarà sempre così! Non è stato un singolo episodio! Mai più pic!
Mi dico di calmarmi, passerà.
intanto non passa.
con una frequenza di tre \ quattro volte l'ora faccio una corsa (più o meno)verso il bagno , ma quando esco ho lo stesso peso di quando ci sono entrato.
tocca ingegnarsi, trovare qualche rimedio.
Esco dalla camera, durante un intervallo dagli attacchi, e provo ad andare giù verso la cucina.
L'orario della colazione è finito, c'è la signora che sta pulendo.
Non parla bene inglese, io non parlo la lingua del posto, però riesco a farle capire che avrei bisogno di acqua calda per una specie di thè o roba del genere.
Mi sembra il rimedio più ovvio, devo averlo sentito da qualche parte.
I miei amici mi mandano degli sms, per sapere se ci sono novità. Li tranquillizzo, ma rispondo che preferisco aspettare ancora un po' prima di uscire.

Il thè non sortisce gli effetti sperati. Nulla di nulla.
Le contrazioni continuano ,ad un ritmo più o meno di una ogni venti minuti.

E' il momento di documentarsi.
c'è il wifi per fortuna, quindi sono pronto a leggere su internet delle informazioni di dubbia veridicità, consigli soggettivi forse funzionati per miracolo spacciati per cure miracolose ecc ecc.
come pensavo, non manca certo materiale.
Mi domando come fare , quali parole usare con la ricerca, oppure se è il caso di non girarci troppo intorno e scrivere " cacca dura " . In ogni caso arrivo ad un paio di blog, con dei tizi che raccontano le proprie esperienze, i propri rimedi.
Uno mi dice pure come devo respirare , e con che angolazione devo piegare le spalle.
A quanto pare servirebbe uno sgabello da mettere sotto i piedi.
E dove lo trovo?

c'è pure il forum femminile, ci vado perchè si sa che le femmine hanno questo problema , anche se non ne parlano volentieri, ed ecco che trovo snocciolati diversi rimedi.
Ho un po' di confusione in testa, devo ammetterlo.
Ma mai quanto dentro l'intestino.

allora, dopo un attacco , calcolo di avere qualche minuto per uscire.
E' il caso di andare nella farmacia vicina.
controllo con il traduttore come si dice " supposta " o "purga " e sono pronto per l'avventura.
Dopo aver camminato per 5 minuti riecco un attacco.
Eh, si, c'era scritto che camminare facilitava.

Ma il problema non è che lui non vuole uscire, ma che è troppo duro.
Andrebbe ammorbidito.
Ci sono apposta le supposte di glicelina , a quanto pare.
Mi presento alla farmacista , le faccio leggere sullo schermo quello che mi interessa , facendo anche una faccia un po' sofferente, così giusto perchè empatizzi con me.
chissà se sa cosa sto provando.
Mi da anche una bottiglia con una specie di acqua colorata.
Per la purghetta, extrema ratio, non è cosa, serve la ricetta di un medico.
In questo paese possono darti droghe senza problemi, ma se vuoi una purga devi essere autorizzato.
Ovviamente non ho assunto droga, lo specifico nel caso in cui un giorno mia madre divenisse una follower.

torno nella stanza con il mio bottino, la signora che doveva fare le pulizie si limita a lasciare nuovi asciugamani, visto che la mia presenza probabilmente ostava alle sue operazioni.
Vabbè , meglio così, lasciatemi solo con il mio dolore.

Mi bevo tutta sta bottiglia, in attesa che faccia effetto.
Probabilmente avrei fatto meglio a prendere l'omino bianco ammorbidente.
In ogni caso , almeno, gli attacchi si fanno meno frequenti.
E poi mando in missione la suppollo 01.
Purtroppo l'equipaggio era un po' inesperto, e dopo pochi minuti l'ho rivista abbandonare la battaglia.
Parte anche la suppollo 02 , decisamente più in gamba.
Devi lasciarle il tempo di agire, altrimenti ci ripensa e va via subito.

Passo le due ore seguenti a letto, a continuare a documentarmi.
decido di riscendere, andare al vicino centro commerciale. Un po' per non impazzire, un po' per procurarmi altri rimedi.
Frutta ( da mangiare con la buccia) miele , le fibre (ho cercato la traduzione) il latte caldo da usare con il miele.

Tornato in camera, decido che o la va o la spacca.
siccome non ci tenevo che la spaccasse, è il caso di ammorbidire il tutto per bene.
Provo tutti gli alimenti consigliati, la respirazione come diceva quel tizio, la schiena piegata come diceva l'altro.
Insomma alla fine ho partorito con meno dolore di quello che pensassi.
Aveva funzionato.
Non so quale rimedio, ma aveva funzionato.
Se siete arrivati qui per ottenere un consiglio o una cura, non so aiutarvi.
Però uno di quelli sopra elencati funziona.

E quando l'ho visto... quell'infame... quella mer...
Il tappo del vulcano... lui insomma...
avevo fantasticato per ore a quale tortura sottoporlo, come rappresaglia.
alla fine mi sono mostrato superiore, e l'ho lasciato seguire il suo destino.


Da quel giorno ho sviluppato una maggiore sensibilità per tutti gli stitici, anche se son tornato al mio rapido e veloce plof.
tutto questo però mi ha insegnato una gran cosa:
Mai mischiare dolce e salato nelle colazioni, soprattutto se siete all'estero!




mercoledì 19 marzo 2014

La tua versione 1.0

Due\tre anni fa scrissi un post sulla festa del papà. Ogni anno,in occasione della festività odierna, lo rispolvero, principalmente perchè non saprei scrivere di meglio ma anche perchè lo trovo sempre attuale.
Alcuni di voi l'avranno già letto, spero che lo leggeranno ancora uguale in futuro.
;)






Ricordi quando hai fatto il primo scatto della tua esistenza? Arrivasti primo, tra milioni (miliardi?boh) di concorrenti, altro che maratona.E chissà come dovevano essere scarsi gli altri,aggiungerei. Il tuo premio è stato poi un soggiorno di nove mesi all’interno del posto più accogliente in cui tu sia mai stato, prima di uscire un po’ fuori a vedere come era il mondo. Bene, oggi si festeggia la parte di te che ti ha fornito il biglietto per la vita. 


Normalmente l’accento si pone sul fatto che tu sia parte di lui, in realtà se ci pensi bene anche lui è parte di te. Se siam tutti d’accordo che la mamma è sempre la mamma, è pur vero che la figura del padre troppo spesso non riceve il giusto risalto. Pensate a quanti abbracci avete dato a l’una e quanti all’altro, credo che la differenza sia considerevole. Ovviamente il rapporto con tuo padre cambia molto a seconda del fatto che tu sia figlio o figlia. Se per una figlia, in generale , avvicinarsi ad un padre ed abbracciarlo è una cosa normalissima, tra uomini non funziona così. Non so dirvi perché , forse è stupido orgoglio (ma esiste l’orgoglio intelligente?) forse è che uno aspetta che lo faccia l’altro, come due innamorati che non si dichiarano mai, forse è che in fondo non c’è bisogno di dirselo, ma un padre ed un figlio difficilmente si lasciano andare a grandi manifestazioni d’affetto.
 Non so bene come funzioni tra mamma e figlia , ci son alcune teorie psicologiche o sociali che parlano di competizione, però tra padre e figlio c’è tutto tranne competizione. Quando sei piccolo , in generale, la mamma si prende il ruolo dello sbirro buono e il padre di quello cattivo.
 Eh , non deve essere facile dire tutti quei no , alcune volte non riuscire a motivarli, perché in fondo da piccoli le motivazioni di alcune cose proprio non puoi capirle. Poi cresci, sei esposto a pericoli maggiori , non sei ancora un uomo ma non sei più un bambino ed allora a lui tocca dosare gli interventi ,alzare la voce contro chi ora  ribatte o a muso duro o non ti parla per un po’, in alcuni casi il padre ti deve persino lasciar fare gli stessi sbagli che ha fatto lui, insomma non deve essere facile. Quando sei giovanissimo non lo vedi mai come un nemico, solo non capisci come sia possibile che lui non capisca te , in fondo – pensi – ci sarà passato anche lui. Si dice (e in molti casi è vero) che i padri proiettino le proprie ambizioni mancate sui figli, ciò è alla base di molti conflitti, perché è vero che sei la sua versione 2.0 , però gusti e obiettivi non sempre coincidono. Secondo me il momento più difficile è proprio quello in cui lui si accorge che non puo’ più influire in maniera decisiva nelle tue scelte, che ormai sei diventato un uomo\una donna e devi affrontare il mondo da solo, anche perché lui , purtroppo , non è eterno. Tutto quello che ti ha insegnato fino a quel momento, anche quando non ti stavi accorgendo che da lui stavi imparando qualcosa, ogni rimprovero , ogni “no” , ogni “Aspetta” ti serviranno per cavartela nella giungla che c’è fuori. Il tuo “addestramento inconsapevole”, di cui fa parte la tua educazione , i suoi principi ,i valori quelli te li porti addosso - è lui in te - li userai un giorno per istruire la parte di te che completerà il ciclo della vita. 

Poi ti trovi un giorno che sei cresciuto, ritieni anche abbastanza bene, e se ci pensi il merito è anche - e forse soprattutto - suo. E ti accorgi con dispiacere che sta invecchiando, proprio ora che potrebbe quasi essere una specie di amico , al massimo di quegli amici un po’ rompiballe. Nel senso che puoi parlarci in maniera differente , capire finalmente quello che ha da dirti e fargli capire anche te qualcosa. Pero’ intanto ti sei fatto una tua vita, le occasioni per vederlo son sempre meno. E , per qualche motivo che non ti riesci a spiegare, a volte ti dimentichi anche di telefonare. La cosa è assurda, perché sai che il giorno che non potrai più farlo questa cosa la rimpiangerai in maniera tremenda. Ed allora ben venga anche una semplice festa sul calendario, per ricordarti quanto gli devi.

Un giorno, qualora toccasse a te questo delicato ruolo,speri di riuscire ad eseguirlo bene almeno la metà di quanto ha fatto lui con te.

sabato 8 marzo 2014

Le etichette impossibili


"La parrucca è fatto con i sintetici coreano e giapponese
(garanzia di qualità!)
si lava con L'acqua meno di 30°C ( prendi l'acqua e ci togli 30°...quanto farà?)
e lo shampoo normale is asciuga naturale.( no artificiale?)
Non si usa il Fon per asciugare (eh no, qualunque cosa sia non credo serva allo scopo)
Per mantenere la forma della pa-     ( ???? la divisione in sillabe è da ripassare)
rrucca si usa con la spazola del metalo  (anche le dopie) e far la forma prima che siasciugasse "
(e con il congiuntivo la gamma è completa)


Per mantenere la privacy ho coperto ogni riferimento alla ditta produttrice.
Però che cacchio...e chiedete ad un italiano di passaggio come si scrivono le cose... persino google traslate italia - giappocorea farebbe di meglio...
Insoma potreste avuto chiamare me che per una cifra ba-
ssa vi correggevo le boze e venivasse una cosa fatta meglio!




mercoledì 5 marzo 2014

La grande opinionezza

Oggi su facebook tutti gli amici sentono il bisogno di fare una minirecensione del film neooscar.
Personalmente sento il bisogno di fare una recensione sul bisogno che sentono i miei amici , su questa voglia di comunicare il loro pensiero, che di per sè è cosa positiva, ma se esteso e generalizzato perde completamente di significato, a mio parere, fosse anche solo per il fatto del medium usato.

Su facebook non puoi fare commenti seri. Davvero.
Troppe poche righe, troppa poca gente che vuole davvero leggere.
A meno che tu non abbia qualcosa di veramente interessante da dire. E soprattutto diverso dal massapensiero , vista la velocità con cui viene diffusa la notizia, costituita in questo caso da un mero parere soggettivo , che tra l'altro statisticamente si riassumeva in maggioranza con un :

"mah, non ci vedo tutto sto gran film, anche se non è malaccio"

oppure , almeno per gli amici romani:

"ma è una critica verso Roma, non è un elogio!Anzi è un elogio solo ai monumenti!"

ed altri pensieri profondi di rito.

Ora, io nella capitale ci ho vissuto per 5 anni. Abbastanza da poter dire di conoscerla bene.
conoscerne i luoghi, soprattutto quelli del centro, le singole vie, la gente.
Ho imparato pregi e difetti di chi ci vive.
Purtroppo devo dire che i pregi son inferiori ai difetti, almeno questo in base alla mia esperienza.
non vuol dire che sia tutto da buttare, certo, ma che ci sarebbe tanto da fare e l'impressione è che non freghi nulla a nessuno. Una sorta di rassegnazione inviperita, che si distingue dalla situazione napoletana, sempre a mio parere ovviamente , per il fatto che a Roma c'è meno speranza.
Meno speranza che le cose migliorino, anzi consapevolezza che possono solo peggiorare, se non si fa in modo di rivoluzionare tutta la coscienza civica degli abitanti.
Troppo potere, troppi interessi, troppe persone, troppo di tutto.
E' cresciuta a dismisura senza controllo, con tutti i buchi che son stati tappati con interventi eccezionali del governo che hanno a mio parere deresponsabilizzato gli amministratori, visto che alla fine con la cacca nelle mutande non ci si è finiti nè ci si finirà mai.
Il risultato è che la popolazione è esaurita, stressata come se passasse tutta la giornata in auto.

E poi c'è il Colosseo, i Fori imperiali e tutto il resto che fungono da consolazione ed orgoglio per i locali.
Orgoglio lecito, giustissimo, ma che non deve servire a giustificare le cose che non vanno.

Ed il film raccontava proprio questo, a mio parere. Una città che è magica solo di notte, con la marmaglia di turisti da spennare che risiedono nelle loro stanze d'albergo, le macchine ben ferme in sosta chissà dove, e la gente che è cosciente del potenziale del posto in cui vive ma non fa mai nulla di veramente importante per cambiare le cose.

Il film lo vidi quando uscì al cinema, e mi interessò molto. Era bello anche visivamente.
Erano belli i suoni.
Vederlo in tv, almeno i primi 30 minuti, mi fa pensare che abbia perso molto col passaggio al piccolo schermo. Era un film da vedere al cinema, in silenzio, per sentire bene le sfumature dei dialoghi.
dialoghi che sarebbero il vero punto di forza, molto piu' dei vari scenari in cui si muove.

tutto qui.
Scusate se ho storpiato il titolo per il post, so che lo han fatto praticamente tutti.