domenica 29 agosto 2010

No, basta coi titoli tamarri dei post in simil\spagnolo!

...son curioso di sapere se andra' via prima l'abbronzatura sul viso oppure la sensazione di essere ancora la...e considerate che la faccia mi si sta spellando alla grande... eppure mi era è stato detto diverse volte di mettere la crema...probabilmente dovrei iniziare ad ascoltare di piu' gli altri.
Ora, pseudometafore a parte , chiudiamo la trilogia di post sul viaggetto spagnolo! E facciamolo col solito stile leggero,senza malinconie di sorta e cacciando piu' cassate possibile. Le altre volte mi preparo sempre una piccola bozza di cosa scrivere, stavolta non ne ho la piu' pallida idea,molte cose ci sono da dire, altre mi fa piacere tenerle per me... vediamo un po' cosa esce.
Terminata la fase nomade della vacanza , gli ultimi giorni li abbiamo passati stanziandoci ad Alicante. Il primo giorno è stato un po' particolare , reduci da un quarto di perimetro spagnolo di autostrada , toccava subito trovare quattro mura dove passare la notte. Dopo un tour tra alberghi  nei quali nessun dipendente parlava inglese,pensioni oscure frequentate da strani soggetti e ostelli frequentati da strani insetti , abbiamo trovato un appartamento che faceva per noi nel modo piu' assurdo possibile: E' stato lui a trovare noi. Credeteci , è andata proprio così , senza che vi racconto come è andata nei dettagli che non li ho capiti nemmeno io bene.
Situato proprio in centro, a poche traverse dal lungomare e dalla via principale della citta', la Rambla.
Abbiam parcheggiato la macchina (e quello è stato un po' un problema , in centro non c'è letteralmente un posto disponibile, son tutti riservati , in compenso esistono diversi parcheggi sotterranei a pagamento ,  dove si lascia li la macchina sperando di ricordarsi di andarla a prendere, dato che se si vive in centro serve davvero a poco) e fatto uno spesone generale che siam riusciti a farci bastare per i primi giorni.
La gente del quartiere è molto cordiale, pensate che ci sono delle signorine che amano passare la loro giornata sedute in strada che ogni volta che ti vedono passare ti salutano dicendoti qualcosa tipo "Ciao bell'uomo" , davvero un indice di educazione e di solarita' pazzesco.
Ogni volta che incontravo qualche ragazza che sentivo parlare italiano , partivo con la frase "Ehy , ma lo sapete che siete le prime ragazze italiane che incontro qui?" (Nella prima occasione,la mattina in spiaggia, loro mi han chiesto "E da quanto sei qui?" ed io "Da ieri sera!") Devo usarla anche qui in Italia , è ottima per attaccar bottone , e poi considerate che qui in italia di italiane ce ne saranno a milioni!
La sera si animava la zona del porto, con 4\5 locali carini nei quali si tirava mattina. Nel locale salsero, in cui ero entrato quasi per caso, per far vedere ai miei amici che qualche piccolo passo lo so fare anche io , ho conosciuto una persona con la quale ho passato gli ultimi due giorni in compagnia decisamente piacevolissima...c'è da benedire la mia vanita'!
Qualcosina la voglio dire anche su cio' che ho cercato per mezza Spagna e finalmente qui trovata degna:
Habemus Paella! (si scrivera' così?che palle ogni volta dover mettere google per non far figuracce con voi) E finalmente , direi! Dopo i due mezzi pacchi del ristorantino di Valencia e di uno stand alla Feria dove come contorno ti servivano l'aria condizionata (Giuro : Mentre eravamo seduti pensavamo fuori fosse in atto una tempesta di vento, improvvisamente cala tutto e ci rendiamo conto che si trattava di un megacondizionatore che potrebbe essere utilizzato come effetto speciale nei film... assurdo... i piatti e i bicchieri di carta volavano e questi non concepivano nemmeno l'idea di spegnerla...è un miracolo che nessuno di noi si sia ammalato) dopo i due pacchi , dicevo , Paella fu! Ne abbiamo provato almeno quattro tipi diversi, ora tocca imparare la ricetta e riprodurla...
Il resto che devo raccontarvi è fatto di panchine occupate sotto la luna quasi piena, di stronzate dette tra amici, di notti in cui si è dormito poco , di nuotate interminabili perchè il caldo non permetteva di stare in spiaggia per piu' di cinque minuti , di apprezzamenti tra  noi uomini delle bellezze naturali (e rifatte) del luogo , di rientri a casa la mattina presto che attenzione che ci fanno il portafogli , dello scolo del condizionatore che andava svuotato ogni poche ore altrimenti allagavamo la via, trasformandola in un canale veneziano, di camerieri che amavano la cicacicacica e di tante altre piccole cose che han contribuito a creare un gran bel ricordo generale. Special thanks a tutti i compagni di viaggio , quelli che ho portato con me e quelli che ho trovato sul posto... un abbraccio (sudato) a tutti

1 commento:

pippo ha detto...

è un classico dell'italiano che abbia più coraggio a parlare con le proprie connazionali quando le incontra al di fuori del suo paese!...

poi c'è invece l'italiano che non parla con le italiane nemmeno quando le incontra in italia...ma quello è un caso raro, e non so ancora come fare a non farne parte....:)