martedì 18 febbraio 2014

La furbetta della filina

Oggi vado in libreria a comprare il testo su cui dovrò - almeno nelle intenzioni - buttare lacrime e sudore per i prossimi mesi. C'è un negozio in centro ,vicino all'università, che vende oltre ai libri nuovi degli usati a buon prezzo. Ciò significa che c'è da aspettarsi un bel po' di fila , tra chi compra, chi vende e chi chiede.

tutto ciò per dirvi che ero andato armato della mia migliore pazienza, pronto a prendere il numeretto.
Si, c'è addirittura il numeretto come alla posta o dal salumiere.
di solito non è un grosso problema, se ho tempo, visto che consumo l'attesa sfogliando qualche libro o fumetto. Si , diciamo che scrocco, in effetti. Però vabbè , anche scroccata è sempre cultura.
a volte se sono veloce riesco a finirlo tutto.

Stavolta invece non c'era tanta fila, sarà stato l'orario un po' "di mezzo" , sarà una congiunzione astrale, ma c'erano solo tre file con al massimo quattro persone l'una.
Accettabilissimo, oltre ogni rosea previsione.
Mi dispongo in fila, rinunciando a prendere qualche fumetto da sfogliare nell'attesa (e che cacchio , su)
ed attendo , ingannando il tempo destinando le mie pupille alla visione degli esemplari femminili presenti in loco. Ed ad un tratto entra lei.

circa 30 anni, in base al trucco credo possa dimostrarne un po' di piu' un po' di meno, cappotto nero un po' lungo, e sguardo che scrutava, con la classica espressione da "ho piu' fretta di voi".
concedo anche a lei una rapida occhiata, per par condicio verso il genere femminile, poi mi oriento verso la cassiera.
e da dietro sento una voce:

"Oh, scusate, io devo solo chiedere...."

La tipa che mi era avanti si volta lentamente e le lancia una occhiata del tipo:
"eh, io invece sono in attesa di un colloquio di lavoro,qui"

Il commesso anticipa eventuali battibecchi e replica secco:
"si, questa è la fila per comprare"

e seguono un paio di :
"c'è la fila" "c'è la fila"

la giustificazione della tizia è :

"Eh, no pensavo era solo la cassa per pagare!"
e si mette al suo posto.

Ok, baby, ci hai provato. Fa niente.
Passano tre minuti di orologio, mentre i commessi chiedono che libro vuoi e salgono e scendono, e sento da dietro le parole:
"no, a questo punto me ne vado..."

Era lei. E parlava da sola, ad alta voce. Cioè non è che urlasse, però parlava come se avesse un interlocutore. anche io parlo da solo, però non ardisco a tanto.

Lentamente si procede, e mi volto e vedo la tizia con il tipico sguardo di indecisione su chi , sia che si trovi al supermercato,dal farmacista,in libreria o ad una mesa, non sà se cambiare repentinamente fila nel momento in cui una è più lenta di un'altra. Probabilmente sta tenendo in considerazione la legge di Murphy, o sta scegliendo il momento giusto per il felino movimento.
E dopo un po' infatti arriva lo scatto, degno del miglior Bolt.
Solo che cerca di farlo con un minimo di nochalance, riuscendoci perfino.
La ragazza che era dietro di lei, che aveva perso lentamente posizione decentrandosi, le lancia una occhiataccia del tipo:
"Ma guarda sta b***-.,a!"
Ovviamente la tizia, esperta, sta già parlando con il commesso, e quindi non puo' accorgersene.
forse immagina, ma non ne è certa.
Una vera professionista.
Allora, in un momento di solidarietà, guardo la ragazza che è stata superata, che cercava giusto uno sguardo da incrociare , le sorrido come per dire:
"eh , hai visto stà...incivile" (i miei sorrisi sono educati)
lei ricambia con uno sguardo del tipo:
"ehy, ma sei proprio bello! Comunque questa è una §§°°***a!"

(o almeno io l'ho interpretato così, non è che ho la laurea in lettura dello sguardo,eh)

A quel punto, complice il silenzio del luogo, mentre i commessi salivano e scendevano le scale dal deposito, mi soffermo sulla tizia ottimizzante. Chiede il suo libro di storia di non ricordo cosa, il commesso scende e và a vedere. Nel frattempo arriva anche il mio turno, chiedo.

risale il commesso con il testo di storia di non so cosa , la tizia lo guarda e fa:
"quanto è grosso!noo..."

Mi vengono un po' di battute un po' maliziose , ma non amandole tanto non le accennerò.

comunque se avessi voluto fare il simpatico e fossi io il commesso, avrei detto: "se vuole posso strapparle qualche pagina..."

Andiamo avanti. Legge il prezzo, chiede conferma.
Rimane perplessa.
( io sto ancora aspettando il mio, eh)

La tizia sembra in preda ad una crisi di indecisione. anche se il suo sguardo lascia intendere che non sia disposta a pagare il prezzo richiesto.
Ed allora dice:
"aspetti un attimo!"

E si allontana, come se dovesse uscire un minuto.
....
Il testo è sempre lì sul bancone.
Il commesso passa alla prossima.

dove sarà andata?
Doveva fare una puzzetta?
Una telefonata?
A comprare una calcolatrice?
a prendere il treno che stava perdendo?

Ma che ci vuole a dire "no, grazie lo stesso..." ?
Nè io , nè il commesso, e nemmeno il libro di storia di non sò cosa, la rivedremo mai più.
O almeno lo speriamo.







3 commenti:

Vanessa ha detto...

La fuga finale di questa tizia impaziente quanto sgradevole mi ha fatto ricordare due trojone, una sera al pub, che hanno chiesto a me e al mio ragazzo di tenere loro gli sgabelli su cui erano appollaiate mentre se ne andavano a fumare fuori e ovviamente non sono più rientrate.

Charlie Brown ha detto...

ecco da dove sbucava quella gnocca che ho investito con il mio suv....

Patalice ha detto...

io amo le finte ingenue che cercano di fartela sotto il naso...
solitamente sono attempate e vagano per le casse dei supermercati