domenica 14 aprile 2013

Piccoli grandi impedimenti al matrimonio per due giovini d'oggi

Se siete tra quei folli che stanno pensando di rovinarsi la vita legandosi con la firma su di un pezzo di carta al vostro partner (vedo delle pericolose similitudini con il mutuo ) in nome dell'amore , la forza più potente dell'universo dopo quella di gravità , quella di Star Wars , Forza Italia , e Forza 4 , allora non potete non aver almeno preso in considerazione tutti i problemi che la cosa potrebbe generare , prevalentemente di natura economica. Ci son anche altri tipi di problemi, del tipo  mai più impollinamento di altri fiori (vabe non tutti si fanno sto problema , a quanto posso notare, sia tra le api , sia tra i fiorellini ) ma in questo post tratterò solo di quelli economici.

L'italiano medio , quando sua figlia si sposa, decide che deve squaquaraquare (che bella parola, se la metto a Scarabeo vinco la partita in un attimo)  i risparmi di tutta una vita , e tutto per quel singolo giorno in cui deve essere tutto perfetto, altrimenti la sposa ha una crisi nervosa , inizia a piangere , a comportarsi come se avesse le mestruazioni da due settimane consecutive , e lo sposo magari ci ripensa e fa retromarcia dall'altare, proprio quando era fatta, proprio quando aveva trovato qualcuno che se la pigliava ufficialmente.

Va però detto che non tutti i suoceri possono aprire il portafoglio e contribuire, quindi soprattutto oggi tante giovani coppie devono arragiarsi da soli, se vogliono impalmarsi a vicenda , senza chiedere niente a nessuno (tranne che con il sistema delle buste, ovvio , che quello è socialmente accettato)

Quindi supponiamo una coppia X , che stia considerando il grande passo ( verso il baratro) :
Ne parlano ogni tanto, valutano .
Iniziamo con l'anello.
L'anello. siamo nel 2013 e le donne ancora vogliono un pezzo materiale da mostrare alle amiche, come prova del fatto che veramente l'uomo è impazzito e vuole tenersele in casa per sempre.
Storicamente è sempre stata quella la funzione dell'anello, non è una cosa estetica, non è un guarda quanto è grande la pietruzza, è proprio un simbolo del fatto che "ok, ragazze, guardate IL POTERE! L'ho fregato!!"

...il problema è che gli orafi, che da secoli hanno capito tutto, si fanno pagare tanto ma taaaaanto per questi cosini piccoli piccoli , su cui a volte fanno pure scrivere i nomi di prigioniero e carnefice.
E le donne , se le porti un anello tipo quello delle patatine, poi lo fanno vedere alle amiche e le aiche dicono:
"Ma secondo me con questo anello così , non è sicuro che ti sposa! SEcondo me non voleva impegnarsi , tornerà indietro..."

Non voleva impegnarsi?
ECCERTO ; NON VOLEVA IMPEGNARSI LA CASA PER COMPRARE STO COSO!

Vabè , comunque già l'anello, per me , andrebbe cancellato dalla tradizione. O almeno , che ne so, prendere un anello standard, da massimo 200 euro , proprio per legge. Che nessuna puo' averne di più costosi.
Uguaglianza sociale, mi dispiace baby ma questo è l'articolo 3 della Costituzione.

Ma passiamo ad altro: La Chiesa (per chi vuol fare le cose anche oltre il mero contratto civilistico, ma dare un senso religioso ufficiale ,  secondo le regole di una comunità di cui si fa o meno parte)
Se parlate con una donna sentite sempre la stessa frase:
"Io vorrei una chiesetta piccola, carina, sperduta su di una montagna , per una cosa intima!"

A parte che è altamente sconsigliata la cima di una montagna, con tutti gli invitati che si lamentano (ma non poteva sposarsi all'uscita della tangenziale, che parcheggiavamo fuori al centro commerciale ?)
la chiesa va PA - GA - TA.
Quanto?
Boh, non l'ho capito.
Forse c'è un fisso, forse dipende dalle cose da restaurare, dal contribuito di cui ha bisogno il parroco.
"Ci sarebbe da ristrutturare l'affresco sul soffitto..."
In alcuni casi , vista la cifra, sembra si tratti della Cappella sistina.
Sapete perchè si chiama cappella? Perchè stai facendo una cappellata, e se alzi gli occhi al soffitto, durante la cerimonia , prima del "si" , dovresti capirlo.
L'etimologia è sicura , fidatevi. E' tutto molto simbolico, poi non dite che non siete stati avvisati.

Poi ci sono le fedi, ma quelle se le piange il testimone, quella figura mitologica che ad ogni matrimonio paga il triplo degli altri per mangiare le stesse cose degli altri, però ha diritto ad un posto migliore , in prima fila, per lo spettacolo.

Ma usciamo dalla Chiesa:
affitto della macchina : Serve un'auto un po' tamarra , chissà perchè. Forse per fare contento il parente di lei che deve guidarla, appassionato di vetture potenti, che quel giorno è l'unico felice di scorazzare per seguire il fotografo.
Il fotografo, ovvero colui che attua un vero e proprio sequestro di persona, che a volte tu sei già al ristorante ad aspettare egli sposi non arrivano, non arrivano, comincia a serpeggiare il dubbio che siano stati rapiti, che sia successo qualcosa, che il fotografo per liberarli vogliano come riscatto le buste.

Ecco, il fotografo, detto con il massimo rispetto per chi fa questo mestiere, con professionalità ecc ecc , è proprio una spesa che mi rimane sul gozzo. Qualcuno si prende anche due-tremila euro per un album che non vedrai mai nessuno, tranne gli amici che vanno a trovare la coppia , se la sposa riesca ad incastrarli sul divano , in un momento di silenzio.
"volete vedere l'album?"
....
"e....ehm..."
"grande , lo prendo!!"

Lasciamo stare tutte quelle pose assurde , quelle meritano un post a parte, io vi dico solo che avrei in mente di comprare una buona macchina fotografica e di regalarla ad un amico in cambio di un bel servizio fotografico poco professionale ma comunque buono. Tra l'altro il fotografo lo devi pure far mangiare, che fa brutto. Un tavolo per lui , insieme a quelli del pianobar.
(a proposito, lettori fotografi e pianobaristi, qui si scherza, eh , davvero)

Ma passiamo al cibo.
Il buffet iniziale, quello che tutti aspettano con ansia, dopo che sono stati tutta la mattina in chiesa , hanno dovuto attendere il ritorno degli sposi dal reportage in qualche luogo strano della città , esaurendo ogni possibile argomento di conversazione, ed ora devono magnà.
Il catering.
Che non puoi mica far cucinare a mammà.
Oddio, forse lei lo farebbe pure se le vien chiesto.
Comunque se ne vanno altre migliaia e migliaia di euro. Ah, ho saltato il locale. Quello pure costa.
A proposito, mi son sempre chiesto cosa fanno quelli del catering del cibo che resta.
....

Comunque , in conclusione, è da queste cose che si vede che la tv ha modelli di riferimento distanti anni luce dalla vita di tutti i giorni. Prendete Beautiful, all'inizio il primo matrimonio di Brooke e Ridge, tipo negli anni 80. Tutti cotonati, in megachiesone,poi tipo il terzo su di una romantica ed economica spiaggetta, per poi alla fine arrivare circa al quinto\bis con il padre di lui che ha detto "stavolta niente ristorante, al massimo vi concedo il soggiorno di casa , che state facendo fallire la Forrester!"





















venerdì 12 aprile 2013

Traumi infantili # 2 - L'operazione

Oggi vi racconto di quando mi son fatto le Adenoidi.
Che non sono due sorelle che erano alle superiori con me, trattasi di operazioncina tanto simpatica che forse in realtà era " le tonsille " , solo che non ricordo bene , forse coincidono , forse no , in ogni caso è stato un trauma che rimossi poi riemerse per poi sparire per poi riproporsi ogni tanto.
Così, in base all'umidità.

Ero piccolo. Non ricordo quanto piccolo , diciamo cinque anni.
ricordo che per qualche giorno mi trovavo in questo posto in cui c'erano anche altri bambini (più verosimilmente la cosa sarà stata fatta in giornata, o forse serviva un giorno prima per accertamenti boh) comunque in questo posto si mangiava sempre il gelato , ed io che ero un bello puorco sin da allora ricordo con chiarezza ancora oggi sta cosa. Gelato a fragola in vaschetta.
"Mamma , che devo fare qui?"
"Le adenoidi!"
"E perchè?"
(all'epoca chiedevo sempre il perchè di tutto)

Non ricordo cosa mi rispose.
ricordo solo il momento prima dell'operazione, eravamo tutti  i bambini in questa stanza , in attesa, ognuno con il genitore a fianco. Ci dicevano di stare rilassati, di non preoccuparci.
A questo punto i ricordi si fanno un po' più vividi.
E' il mio turno, ero uno dei primi.
Entro da solo, mia madre non puo' entrare. Vabè.
"mi daranno del gelato?" penso.
Mentre la porta si chiude ricordo di aver sentito un'altra madre tranquillizzare il proprio figlio "non ti preoccupare, non è niente di particolare, stai tranquillo..."

Mi fanno stendere su di una specie di poltrona da dentista (o almeno nel mio ricordo era così, non credo fosse un lettino , considerate che sono ricordi alterati da quello che successe dopo , vecchi di quasi venticinque anni ) e c'erano sti due dottori. Nel ricordo hanno entrambi il camice e la mascherina, non si vedono i loro volti. Ma forse il mio incoscio su sta cosa è stato influenzato da tutto quell'horror che poi mi sono sparato nel cervello negli anni successivi , fino ad oggi.
Ricordo di aver pensato qualcosa tipo "ma non mi fanno l'anestesia?"
(ero piccolo, ma già sveglio)

"Apri la bocca.....A A A A A AAAA......."

Poi mi sembra di ricordare dei ferri che mi venivano infilati nella gola,e tipo c'era il classico dottore che lavorava e quell'altro che guardava, come facciamo sempre a Napoli, per qualunque professione.
A questo punto il ricordo da un lato è confuso, dall'altro mi sembra di ricordare chiaramente un rumore di qualcosa che si rompeva, tipo .... tipo quando spezzi il kit&kat.
(oddio, sto acquisendo una proprietà descrittiva nello scrivere , da paura)

Poi inizio ad urlare, non ricordo se era per lo spavento o per il dolore. Boh , non saprei dirvi, forse la prima.
I dottori devono essere rimasti spiazzati , mi sembra di ricordare i loro occhi impauriti.

Poi  c'è una specie di salto, mi sembra come di ricordare sangue che esce dalla bocca (boh?) e tutto era finito, mi portavano via in braccio (forse mi consegnavano nelle braccia di mia madre?) e chiudevo gli occhi proprio mentre tutti gli altri bambini, terrorizzati dalle urla che avevano sentito e dal fatto che ero uscito in quelle condizioni , iniziavano a piangere e disperarsi.
ehehhehehehehehehehe

Poi riapro gli occhi, ed è tutto finito.
Sono nel letto, i miei sono accanto e sorridono.
Papà ha una macchia sulla camicia, mentre mi servono del gelato mia madre mi fà:

"Hai visto a papà , ha picchiato il medico che ti ha fatto male, ha una macchia del suo sangue sulla maglietta!"
Lo dice sorridendo.
Ora non fate i Montessori pacifisti, sentire quella cosa mi aveva dato un senso di giustizia , per quello che un bambino a quell'età puo' pensare che essa sia. Un po' come quando ti dicono che hanno picchiato l'uomo nero, che mo' col cavolo che si fa' vedere più.

Pure papà è sempre stato nu bellu puorc , chissà che cosa si era mangiato nel bar dell'ospedale, probabilmente 'na focaccia al pomodoro ;P

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ps Quest'episodio ha compromesso totalmente la mia futura carriera medica, che non ha mai potuto nascere.
pps magari sento mia madre e le chiedo una ricostruzione più fedele dell'accaduto.
pps magari mi vado a leggere su w.pedia qualcosina su sta operazione, mi schiarisco un po' le idee
ppps ciao belli!


giovedì 11 aprile 2013

Una festa universitaria da fuori corso e fuori tempo


I miei anni universitari a Napoli non li ho vissuti alla grande, nel senso che non sono andato a feste varie piene di femmine ecc ecc , e tutto ciò nonostante il fatto che la mia facoltà fosse frequentata da molta ma molta patata. Siccome che sono un ragazzo irresistibilmente irresistibile, mi fidanzai proprio dopo due mesi dall’iscrizione al primo anno, (non con una iscritta , la conobbi in altri contesti) e quindi non ebbi la necessità/voglia di fare acchiappanza, conoscenze, posteggiamenti, fittiamenti ecc ecc ecc.

Considerando poi che a Giurisprudenza non è nemmeno fondamentale frequentare, capirete come non ci andassi praticamente mai. In realtà non ricordo come impegnavo il mio tempo in quegli anni, dato che il mio libretto degli esami mostra dei periodi eccessivamente lunghi tra una prova e l’altra.

Tutto ciò per dirvi che , come un coglione , non ero mai andato ad una festa universitaria, quelle occasioni in cui leggenda vuole si possano conoscere le creature mitologiche delle ragazze fuori sede che hanno la casa libera, cioè ci sono le coinquiline ma quelle restano nella loro stanza, comunque va benissimo.

Il senso è che a volte mi era rimasto questo cruccio della festa universitaria, forse perché ci sono i film americani dove tutti distruggono la villa di quello che, per farsi invitare alla festa, la ospita e ci sono tutti che bevono birra, fanno il bagno in piscina senza cuffia e poi salgono al piano di sopra o a vomitare in bagno o a mettersi sul letto matrimoniale del genitore del padrone di casa, che non chiudeva mai a chiave la stanza, nonostante suppongo avesse visto anche lui qualche film americano in cui c’erano ‘ste feste.



Insomma, l’altra sera dei colleghi mi invitano ad uscire per un aperitivo, ottenuto il permesso del mio Cagnaccio accetto l’invito e ci vediamo in questo posto che sta a due passi da una delle università di Milano.

Ora, non sapevo che fosse una serata in cui c’era una festa , pensavo fosse un aperitivo normale, che qui a Milano si fanno pure a colazione.

Già da fuori vedo tutte queste tipe scosciate, con la faccia da 22/23enni.

Mi sembravano un tantinello giovani, anche se è chiaro che è un’età in cui sia la natura che il codice penale dicono che la donna va benissimo. Però duole ammettere che una leggera differenza di età con un trentenne c’è. Eccome.

Mi sentivo un po’ a disagio, fuori contesto, un po’ come quando vado in un locale dove ci sono miei coetanei e coetanee e vedo un cinquantenne in giacca e camicia aperta, che fa’ il figo. Nulla di male, eh, non dico che dovrebbe andare nelle balere a caccia di ottuagenarie, però intendo dire che visivamente stona. Tutto qui.

Ero insieme a tutti siciliani, quindi ogni volta che passava una tipa (vedete, già parlo tutto giovanile) era tutto un fiorire di “ Miiiiiiiiii guadda quella!!”

“Miiiiiiii bbbona!!”

…e così per un bel po’ di tempo.

Non potevo comunque non guardarmi intorno senza notare come fossi uno dei più “anziani” presenti nel locale. Le guardavo e pensavo qualcosa tipo “cacchio, ma a 22 anni anche quelle che conoscevo io erano così piccole? …a me sembravano più grandi…”

Insomma, mi sentivo come dentro uno di quei servizi che fanno a studio aperto in cui tutti ballano nei locali.

Vedo un tizio che doveva aver perso la cintura, perché aveva i pantaloni tutti scesi che quasi gli si vedeva la mutanda. Purtroppo non ne avevo un'altra fa prestargli, comunque forse si era messo a dieta e non aveva ancora cambiato guardaroba.

Ad un certo punto ero un po’ stanco però ste giovani di oggi non si sono alzate né mi hanno fatto sedere, cedendomi il posto sul divanetto . Non hanno più rispetto, è proprio vero.

Se qualcuna si fosse avvicinata , di cosa avremmo potuto parlare?

“ciao, tu hai già fatto commerciale?Da quanto lo stai studiando? Io da 4 anni….”

E comunque ovviamente ho fatto il bravo, altrimenti nonna Cagnaccio quando tornavo a casa mi prendeva a padellate. E comunque non si sarebbero avvicinate molto facilmente, dato che nel gruppo c’era il classico grezzone che si avvicinava e provava l’abbordaggio con qualche evergreen del tipo “Sei bellissima!” .

Alla fine sono riuscito a sedermi sul divanetto, e come vi ho raccontato anche in un post recente, in simile posizione di comodità il mio cervello inizia a ragionare estraniandosi da tutto ciò che accade fuori.

Mi è venuto da sorridere. Anche se non ci tornerei più manco morto , tutto sommato era un’esperienza nuova, posso cancellarla. Adesso nella lista delle cose da fare tocca al “frequentare la prima lezione di un corso di yoga e poi andarmene a metà, lasciando tutti nella posizione dello struzzo”.



Con quasi una decina di anni di ritardo, avevo avuto la mia serata universitaria .

Ed anche se nessuna fuori sede mi aveva invitato a casa sua , mi ero divertito.

Miiiiiiiii , davvero!

domenica 7 aprile 2013

Punti di vista apparenti sul divano della discoteca

Primo punto di vista da divanetto

Esausto dall'aver ballato ben 3 canzoni di fila, mi siedo sul comodo divanetto insolitamente libero.
Mi spaparanzo, prendo un po' il cellulare e controllo un po' delle cose improcrastinabili, come che ne so, se qualcuno ha cagato il blog oppure se qualcun altro su fb ha condiviso qualche aforisma profondo.
E per fortuna che ho unilateralmente deciso che twitter è una via di mezzo inutile tra le due cose.
Probabilmente anche twitter cinguetta male del mio blog, ma vabbè.

Insomma, ogni tanto alzo gli occhi e mi godo un po' di fauna femminile, ammiro un po' di forme danzanti , controllo che nessun vecchio marpione si avvicini al mio Cagnaccio. Tutto ok, sta ballando con le amiche , posso rilassarmi. Ogni tanto sorrido alle fanciulle che passano e guardano.
Stanno guardando un tipo simpatico che si è preso un momento di riposo, si sta rilassando , è un figo se vogliamo , un po' misterioso , non si confà alla massa , un po' tenebroso, insomma accanto a lui c'è pure un posto libero vicino , vorrebbero sedersi accanto con nonchalance in attesa che poi nasca la situazione per approcciare e....e......
E mi si siede accanto un altro tizio.
Anche lui si spaparanza sul divanetto, accanto a me, e prende il cellulare.
D'un tratto adesso siamo due che non sanno divertirsi, che con tutta la gnocca che c'è in quel posto preferiscono starsene seduti in disparte a leggere il cellulare.
 L'angolo della tristezza.

O forse semplicemente non sanno ballare?
NON SIA MAI UN SIMILE EQUIVOCO!
Mi alzo quasi di scatto, come se il materiale sotto le mie chiappe scottasse.


Secondo punto di vista da divanetto.

Verso fine serata , divanetto in un angolo, il mio bel drink analcolico alla frutta non gassato (o almeno spero che il barman abbia capito che volevo quello ) il Cagnaccio sfinita seduta in braccio, ecco che noto qualche metro più in là una coppia che si bacia appassionatamente. Si bacia tipo come nei vecchi film anni 50 , in piedi con le braccia che stringono le spalle, le labbra che non si staccano mai.
E' un primo bacio tra i due , non c'è dubbio.
Il contrasto tra i loro movimenti così naturali e quelli di tutto il resto della sala che ballonzolava allegramente è meraviglioso.
Ci trasformiamo un attimo in due vecchie comari.

"Hai visto quei due?" le faccio.
"Si..."
"Secondo te si sono conosciuti adesso, stasera , e hanno acchiappato?"
"Ma no, secondo me già si conoscevano, e adesso hanno quagliato..."
"dici?"
"Ma si, non vedi che è troppo intenso per due che non si conoscono..."

Le donne su queste cose hanno un senso in più.
No, non l'amore, il fatto di spettegolare ed osservare.

Comunque mi hanno fatto ricordare quando anche io ho dato questi primi baci di coppia, che non riesci a staccarti, che il tempo sembra volare.
che non sai ancora quanto lei possa divenire rompiscatole, ovvio le stai tenendo la bocca ben chiusa...

Ah , l'amoooour !




Nuova vignetta dalla pagina facebook " uomini sotto il pacchero della propria donna " , ne siete già diventati fan?









sabato 6 aprile 2013

La pretesa delle donne che l'uomo contribuisca a pulir casa

La divisione dei compiti in casa è da sempre argomento di tensione tra uomo e donna che vivono sotto le stesse mura.
Da sempre, anche quando l'uomo delle caverne tornava a grotta dalla sua donna delle caverne , e lei si incazzava perchè lui faceva strisciare a terra l'antilope o quello che era, e tutto il sangue sul pavimento proprio quando lei aveva appena finito di pulire.

Oggi le cose non vanno tanto diversamente, la donna impone poche-semplici-regole al proprio uomo, che devono essere rispettate ASSOLUTAMENTE , pena diverse sanzioni di intensità graduale e che tengono fortemente conto della recidiva.

Prendiamo ad esempio la violazione della norma di condotta che prevede l'obbligo in capo al maschio di abbassare la tavoletta del wc dopo averla usata:
(scusate l'esempio stra-abusato , se volete che io sia più originale possiamo parlare delle strisciate lasciate sulla parete interna del wc causate dal mancato uso dello scopettino...che dite?...torniamo alla tavoletta,va!)

Prima volta: Semplice segnalazione , magari condita anche da un tono un po' dolce e comprensivo, perchè te sei un maschio e non capisci.

Seconda volta: La segnalazione viene eseguita con un tono di voce che inizia a farsi perentorio , la faccia assume già una espressione rigida e viene richiesto il pentimento e la comprensione.

Terza volta: Eh, non ci siamo.
E dire che ti avevo avvisato.
 Viene preannunciato da un urlo indecifrabile proveniente direttamente dal bagno. A quel punto il colpevole viene invitato , anzi obbligato a presentarsi direttamente sul posto, dove riceverà la punizione corporale, che potrebbe essere addirittura l'obbligo di chiudersi la mano con la tavoletta, abbassandola a mò di martello sull'incudine.



Tutto questo per dirvi che l'uomo in casa deve stare attento.
A dove mette i piedi, a dove li ha messi prima di entrare, a dove poserà le scarpe , a posare i bicchieri dopo aver bevuto, e non lasciare per troppe ore i piatti nel lavello , ecc ecc ecc.
Perchè tocca darle una mano a queste donne, che ormai siamo nel 2000 ed hanno deciso che non accettano più le disposizioni della natura , che vedono le loro delicate mani l'ideale per lavare e stirare.
Pensate che se le donne non si fossero emancipate , l 'evoluzione tra qualche centinaio di anni avrebbe fatto sviluppare sulla loro mano sinistra una retina per piatti , e sul palmo della destra una superficie spugnosa.

Ma siccome mi sono appena ricordato che le lettrici donna sono la stragrande maggioranza di chi legge le sciocchezzuole su questo blog, mi fermo qui con queste battute e torniamo alla divisione dei ruoli , che era il tema principale.
E' giusto che entrambi facciano qualcosa, partiamo da questo.
Ok, non credo sia in discussione.
Dobbiamo quindi, per ripartire i compiti, utilizzare il criterio delle attitudini?
Eh , no , le donne non ve lo fanno fare.
Altrimenti voi non sapete far niente, quindi non farete niente.
Loro ragionano così.
Dovete imparare. Anche a stirare.
Ovviamente usando come cavia i VOSTRI vestiti. Questo è importante per la vostra vita, ricordatelo.

Comunque se in cucina le cose sono abbastanza intuitive , uno cucina e l'altro lava , i problemi sorgono in altri campi. Comunque, senza farvela troppo lunga che non siete abituati a leggere post lunghi , sò che già vi sta facendo male la testa , per adesso i miei compiti sono:
1) lavaggio piatti , se non cucino io
2) Passare l'aspirapolvere (davvero)
3) Mettere a posto le cose che lascio in giro
4)Dare una mano a rifare il letto
5) stendere i panni dopo che la lavatrice ha fatto quello che doveva fare.
6) Varie ed eventuali, tipo svitare i tappi dei barattoli di legumi oppure eliminare dei temibili ragnetti.

che dite, le ho forse concesso troppo potere?





giovedì 4 aprile 2013

Pooooooolvere di diamanti!!!



Immagine presa dalla rete, o preferivate forse un primo piano del mio cuoio capelluto?


Fino a qualche tempo fa' usavo lo shampoo quello del supermercato, le solite marche.
Poi un giorno:

"ma dai , non lo sai che i veri shampoo buoni sono quelli della farmacia o dei negozi che vendono solo prodotti per la testa?
Ma non lo sai che questi che usi sono aggressivi? Che ti fanno cadere i capelli?
 Ahhhh, lascia stare quelli del supermercato, io ne uso uno super vitaminizzante scissante parapante ad effetto luce  ecc ecc!"
"ma io mi trovo bene con quello che uso!"
"MA NO! Poi ti ci porto, conosco quella che ci lavora!"

Alla fine andiamo in questo posto e prendiamo un prodotto specifico.
Questo prodotto specifico poi lo poggio sul bordo della vasca, non appena torno a casa.

Vabè comunque la sera mi faccio la doccia, e mentre canticchio qualche canzoncina di qualche festival di San Remo degli anni 90 , prendo senza guardare sto magic shampoo.
"E proviamolo" , penso.

Solo dopo averlo usato mi accorgo di aver sbagliato flacone,cassarola avevo preso quello di lei.
"Per capelli tinti" , c'è scritto.
Io non ho capelli tinti, ma sono un vero uomo, non bado a queste cose.
Ed, in fondo , ma cosa potrebbe mai succedermi?

E così lo uso.

Quanto ne avevo  messo?
Mia madre , da piccolo , mi diceva di non metterne tanto.
La mia donna, in tempi più recenti , mi ha detto tante volte di non metterne tanto.

Ma qualcuno mi ha anche detto di non ascoltare troppo le donne - non ricordo chi. Ma in ogni caso mi son fidato di lui e ne ho messo una quantità random. Ma non troppa.
Comunque vabbè non fa' nemmeno troppa schiuma.

Insomma, dopo un po' iniziava a prudermi un po' il capo.
Ed era spuntata la forfora.
Però tanta, roba che nemmeno un quindicenne che si spalma in testa il Finesse tutti i giorni.
Potevamo installare una funivia dal pavimento al solaio e affittare per la settimana bianca.
Per un po' la lavatrice dei capi scuri non è stata fatta.

Insomma, il tradizionale shampoo antiforfora ben poco potè ,poi siamo andati in farmacia e la compagnona ci ha rivelato che tal shampoo era l'assassino, che ha ucciso tipo quella specie di pellicola protettiva che ognuno di noi ha in testa , che se prendi uno shampoo troppo aggressivo o comunque non adatto la distruggi e si fà la forfora.
Quindi i capelli vanno lavati con delicatezza, senza grattare tipo parmigiano.

Comunque ho usato per un po' un prodotto salvacuiocapelluto e già dopo poco si sono visti i risultati.
La morale della favola è che ogni tanto le donne andrebbero ascoltate.
Io ho ascoltato la farmacista ed ora sto bene.
Però ascoltate con moderazione, anche perchè parlano così tanto che se le vuoi ascoltare sempre esci pazzo.














lunedì 1 aprile 2013

Pasqua è finita , tutti a dietaaaaaaaaaa

Ok , ha già iniziato il mio blog: Ho perso un lettore. Vabè sembra che a quota 200 ci arriverò non prima di Natale. Comunque , voglio fornirvi degli utili consigli per riuscire a riacquistare la forma ottimale in vista dell'estate. E' l'ultima chiamata utile per i ritardatari, che tocca muoversi se si vuol fare bella fi una figura decente sulla spiaggia.
Ah, a proposito , ho visto "quasi amici" , proprio bello,ma ve ne parlo la prossima volta.
Ora torniamo a noi.

Ecco un po' di momento nostalgia:


Ricordate sto coso?

qualche anno fa, credo una quindicina o poco meno , nelle tv regionali iniziavano a diffondersi, oltre che i neomelodici napoletani, anche gli spot di mitici attrezzi che permettevano di dimagrire in modo figo.
C'era la pubblicità del massaggiatore quello con la modella brasiliana (tu pensavi che era brasiliana perchè aveva il culo tipo brasiliana , ma magari era pugliese, per dire.) , c'era lo spot americano delle creme miracolose che te le spalmi addosso la sera e ti svegli la mattina con una biondona accanto che ti accarezza il ventre. Insomma, l'america stava invadendo le tv locali italiane, alla ricerca di italici chiattoni interessati a dimagrire all'italiana, e cioè magnando e senza sudare troppo.

ed ecco che la pubblicità si apriva con tizi chiatti che sudavano come polli allo spiedo, abozzando timide flessioni, sforzandosi di arrivare a tre piegamenti addominali, per poi assumere una eloquente espressione di sconforto del tipo "ma chi me lo fa' fare, vado a magnà un hot dog doppio e nun ce pens cchiù!"

E poi arriva il tipico simpaticone mascellone americano, doppiato da un allegro doppiatore italiano , che dice alla gente che ci deve credere, che si puo' fare, che non bisogna per forza sudare!
Ed ecco che arriva la biondona , anche lei stradoppiata, che dice qualcosa tipo:
"Masi!!! Tom , hai ragione , da oggi in poi si possono perdere tutti i chili possibili ed immaginabili!
E tutto questo con l'attrezzone di cui sopra!"

E vedevi un tizio tutto steroidato, che pure la tartaruga si dopava , che maneggiava sto attrezzo, senza sapere nemmeno lui come funzionasse.

E l'italiano lo vedeva , e pensava qualcosa tipo "deve funzionare! se quello che è americano e mangia gli hamburger ci è riuscito, posso farlo pure io!"

Un giorno io padre lo portò a casa , spinto più che altro dalla curiosità.
Devo ammettere che ignoro se fosse proprio quello originale originale della tv oppure il modello pezzottato che hanno fatto a Napoli, ispirandosi liberamente.
Lo guardai incuriosito. All'epoca avevo un po' di pancia, niente di tremendo , diciamo che ci son stati periodi in cui ne ho avuta di piu' e periodi in cui ne ho avuta meno.
Comunque quel coso mi incuriosiva.

Una volta provai pure ad usarlo, spinsi, spinsi.
Non succedeva nulla. Non mi stancai nemmeno.

La tv diceva che dovevo farne almeno un quarto d'ora al giorno.
Dopo quindici minuti di movimento inutile, lo abbandonai.
La mattina dopo mi svegliai, la panza c'era ancora, nessuna biondona era nell'altra metà del letto.
Però avevamo un soprammobile alla moda, che ogni volta che veniva qualcuno a casa lo vedeva e chiedeva se funzionasse.
(cavolo, potevano limitarsi a guardare la panza ed intuire la risposta)

Comunque ricordo che lo feci provare ad un sacco di amici e conoscenti.
Così, giusto per non sentirsi gli unici fessi ;P